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Atene: parte il piano Ue


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21 feb 2012


Atene ha raggiunto una bozza di accordo con le principali banche europee circa l’importo del taglio nei bond greci che dovrebbe essere accettato dagli investitori privati su base volontaria. Cosa succederà ai piccoli risparmiatori?
 
Ora ci sono due strade
 
1)      Un numero molto elevato, vicino al 100%, di investitori privati (grandi banche e piccoli investitori) aderisce all’accordo di propria spontanea volontà. In tal caso Atene ristruttura il debito, ma senza dichiarare fallimento. Non è chiara la situazione dei piccoli investitori, ma essendo in pochi ed essendo l’accordo su base volontaria potrebbero anche non accettare l’accordo e portare a scadenza i titoli greci in loro possesso e, quindi, incassarne l’intero valore alla scadenza, cioè 100 euro ogni 18-37 euro in bond greci posseduti oggi (la forchetta di cifre dipende dai prezzi diversi dei titoli sul mercato, la maggior parte è sotto quota 30).
2)      Alcuni grandi investitori (in particolare fondi speculativi) non aderiscono all’accordo di propria spontanea volontà. L’accordo di fatto salta perché Atene non giudicherà le adesioni come sufficienti, quindi sarà costretta a trasformare ciò che è un accordo a cui aderire su base “volontaria” a una ristrutturazione “obbligatoria” con l’importante differenza che tale caso equivarrebbe per la Grecia a una dichiarazione di default. In tal caso i piccoli risparmiatori dovrebbero per forza aderire all’accordo e quindi non avrebbero più 100 euro ogni 18-37 investiti, ma meno (probabilmente 25), perdendoci denaro.
 
La situazione non è ancora chiara e va seguita costantemente. Vi terremo aggiornati.