13 feb 2012
Prezzo al momento dell'analisi (10/02/12): 490,30 pence
Anche se le cessioni hanno pesato sui livelli di produzione, BP ha chiuso il 2011 con conti superiori alle nostre attese. Abbiamo alzato le nostre stime. Ai prezzi attuali, seppur rischiosa, l’azione resta conveniente.
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Nel 2011 BP (BP.L) ha beneficiato, come i suoi concorrenti, dei prezzi elevati del petrolio. Le cessioni, realizzate soprattutto per alimentare il fondo destinato a risarcire i danni del disastro nel Golfo del Messico, hanno pesato sui livelli di produzione. Il gruppo, però, sembra aver approfittato della catastrofe per ristrutturare le attività poco redditizie (soprattutto quelle nella raffinazione e distribuzione) a tutto vantaggio della redditività. A soli due anni dalla “marea nera”, ha potuto pubblicare per il 2011 un utile netto (1,36 dollari per azione, circa 85 pence) vicino a quello record del 2008. Queste buone notizie non devono, però, farci dimenticare che solo un esito favorevole del processo (dovrebbe chiudersi a fine febbraio) potrebbe far diminuire le incertezze che circondano il gruppo. Intanto, BP cerca di rassicurare gli azionisti aumentando da 7 a 8 pence il dividendo per il quarto trimestre 2011. Secondo noi, comunque, serviranno diversi anni prima che il dividendo possa riavvicinarsi ai livelli precedenti la catastrofe. Tuttavia, visti i buoni risultati annuali, alziamo le stime sull’utile per azione da 66,83 a 76,67 pence per il 2012 e da 70,35 a 79,82 pence per il 2013.