20 feb 2012
BTp: puntate su scadenze un po’ più brevi
· Il taglio del giudizio di Moody di questi ultimi giorni (da A2 a A3, che corrisponde al nostro sufficiente) è solo l’ultimo della serie: a metà gennaio anche S&P aveva bocciato l’Italia, seguita da Fitch a fine gennaio. Eppure, i mercati non hanno dato troppo peso a queste notizie.
· Questa sostanziale indifferenza è legata, da un lato, al fatto che la decisione appare quantomeno tardiva. Andiamo a vedere le motivazioni del taglio di Moody: l’incertezza sulle riforme istituzionali, il costo dell’elevato debito pubblico e la debolezza dell’economia europea. Debolezza economica e elevato debito pubblico non sono certo una novità (tra l’altro le ultime emissioni di BTp hanno visto i rendimenti calare sensibilmente, riducendo il costo per lo Stato). Quanto alle manovre di risanamento, il nostro Paese sta facendo dei notevoli passi avanti. Per questo, lasciamo a discreta il nostro giudizio sull’affidabilità dell’Italia.
· Dall’altro lato, la non-reazione dei mercati è dovuta al fatto che i riflettori non sono più puntati sulle agenzie di rating,la cui credibilità è sempre più messa in discussione, ma sulla Banca centrale europea. È stata questa al centro del deciso cambio di rotta dei mercati nei confronti dei BTp.
· A fine novembre, quando abbiamo cominciato a consigliarvi i BTp più “lunghi”, l’Italia era nell’occhio del ciclone e i rendimenti erano a livelli da record. Da fine dicembre, tuttavia, la Bce ha cominciato a inondare il mercato di liquidità a basso costo (l’1%) che gli investitori hanno utilizzato, almeno in parte, per acquistare i BTp.
· Sull’onda di questi acquisti, i rendimenti sono calati rapidamente. I titoli più “lunghi” ne hanno particolarmente beneficiato: il loro prezzo è salito in media del 20%, contro il 10% dei titoli a 5-7 anni che vi avevamo suggerito fino a novembre (vedi grafico Un balzo da record). Il prezzo del BTp 01/08/2034, ad esempio, è passato da 74,23 a 89,01.
· Dopo il rialzo, vale ancora la pena di acquistare questi bond? Secondo noi, no; il potenziale guadagno si è infatti notevolmente ridotto. È vero che il divario rispetto ai titoli europei non è ancora stato colmato del tutto (vedi grafico Il divario si sta colmando), ma potrebbero essere i rendimenti dei titoli europei, ai minimi da anni, a risalire. E non è detto che la differenza si azzeri: è dal 2008 che i tassi italiani viaggiano su livelli più elevati della media.
· Inoltre, i timori di default dell’Italia si sono allontanati, e questo fa venir meno il secondo motivo per cui vi avevamo consigliato questi titoli: il loro basso prezzo, che vi metteva al sicuro da tagli dei rimborsi calcolati sul valore nominale.
· Potete continuare a mantenere questi titoli, visto che qualche ulteriore ribasso dei rendimenti non è da escludere. Per i nuovi acquisti, tuttavia, cominciate ad accorciare un po’ le scadenze: i titoli che saranno rimborsati tra il 2022 e il 2026 (vedi tabella qui sopra) offrono rendimenti analoghi e sono meno rischiosi nel caso in cui la Bce dovesse “chiudere i rubinetti” provocando nuove fiammate nei tassi.
Grecia: continuate a stare alla larga
· Anche dopo l’approvazione delle misure di austerità da parte del parlamento greco (vedi Soldi Sette n° 968), Atene ha ancora molto lavoro da fare prima di convincere l’Unione europea e il Fondo monetario internazionale.
· Il via libera del parlamento era infatti solo una delle condizioni per sbloccare il pacchetto di aiuti da 130 miliardi di euro. Le autorità europee vogliono altre garanzie scritte sulla volontà del governo ellenico di portare avanti le riforme nonostante l’impopolarità delle manovre.
UN BALZO DA RECORD
L’indice che riassume il prezzo dei bond italiani con scadenze più lunghe (grassetto; base 100) è balzato nelle ultime settimane di circa il 20%. Anche il prezzo dei titoli con scadenza tra 5 e 7 anni (linea sottile) è aumentato, ma con un rialzo pari a circa la metà di quello dei titoli più longevi.
IL DIVARIO SI STA COLMANDO

Per le scadenze oltre 10 anni, il rendimento offerto dai bond italiani (linea sottile) ha raggiunto a fine 2011 livelli record rispetto alla media dei titoli dell’eurozona (grassetto). L’inizio del 2012 ha tuttavia registrato un netto ridimensionamento di questo divario.
| BTP: I TITOLI DA MANTENERE… |
| | Isin | Prezzo | Rendimento netto |
| BTp 5% 01/08/2034 | IT0003535157 | 89,01 | 5,24% |
| BTp 4% 01/02/2037 | IT0003934657 | 77,95 | 5,10% |
| BTp 5% 01/08/2039 | IT0004286966 | 88,02 | 5,23% |
| BTp 5% 01/09/2040 | IT0004532559 | 87,65 | 5,25% |
| …E QUELLI DA ACQUISTARE |
| | Isin | Prezzo | Rendimento netto |
| BTp 5% 01/03/2022 | IT0004759673 | 96,22 | 4,84% |
| BTp 4,75% 01/08/2023 | IT0004356843 | 93,09 | 4,95% |
| BTp 9% 01/11/2023 | IT0000366655 | 124,30 | 5,09% |
| BTp 5% 01/03/2025 | IT0004513641 | 93,77 | 5,04% |
| BTp 4,5% 01/03/2026 | IT0004644735 | 88,44 | 5,12% |
· Inoltre, l’annuncio delle elezioni anticipate al prossimo aprile ha ulteriormente complicato la situazione. Alcuni Paesi europei, in primis la Germania, vogliono ulteriori rassicurazioni sul fatto che gli impegni di Atene saranno mantenuti anche dal nuovo esecutivo. Tanto che si parla di concedere solo un “prestito-ponte” per ripagare il bond in scadenza il 20 marzo, rimandando la decisione sul pacchetto di aiuti a dopo le elezioni.
· Insomma ancora non si può dire che la Grecia sia salva dal default, tanto che i prezzi delle obbligazioni greche continuano tuttora a scontare tagli nei rimborsi dell’ordine del 70% (vedi tabella): non a caso, è l’importo dei tagli che Atene vorrebbe imporre ai creditori privati con cui sta trattando. Nonostante i prezzi da saldo, continuate a stare alla larga dai titoli ellenici. Chi a suo tempo non li avesse venduti, può tuttavia mantenerli: vendendoli ora portereste a casa più o meno quanto, presumibilmente, potete recuperare attendendo la proposta di scambio di Atene.
Portogallo: i rischi restano troppo elevati
· Anche a Lisbona il clima non è dei migliori. Il Portogallo certo non è nelle condizioni della Grecia, e non dovrebbe avere difficoltà a ripagare i propri debiti almeno per il 2012, ma già cominciano a circolare voci secondo cui il piano di aiuti da 78 miliardi per il periodo 2011-2014, di cui la metà già incassati lo scorso anno, potrebbe non bastare.
· Il Portogallo è in netta recessione economica (il Pil del quarto trimestre segna -1,3%) e il settore privato, già indebitato, non consente all’erario lusitano di trovare molte risorse per ripianare i debiti. Di conseguenza, gli investitori nutrono diversi dubbi sulla capacità del Paese di tornare a finanziarsi sul mercato a settembre 2013, quando arriverà a scadenza un prestito da 9,7 miliardi che secondo le autorità europee Lisbona dovrebbe ripagare emettendo titoli a lungo termine. Vista questa situazione, non fatevi tentare dai rendimenti a doppia cifra dei titoli che trovate nella tabella qui sotto: la probabilità che Lisbona da qui ai prossimi anni debba tagliare i rimborsi è tutt’altro che esclusa.
Per chi cerca un “paracadute”
· Nonostante la difficile situazione di Grecia e Portogallo, non crediamo allo scenario di un contagio generalizzato a tutta Europa; non è tuttavia un rischio che si possa escludere del tutto. Per questo, a chi non vuole correre rischi continuiamo a consigliare alcuni titoli “supersicuri”. Attenzione, però, che questa assicurazione si paga: dovrete infatti accontentarvi di rendimenti ridotti all’osso e non sufficienti nemmeno a compensare l’inflazione.
· Tra i titoli di Stati o enti sovranazionali caratterizzati dalla tripla A (il giudizio massimo di affidabilità), i bund tedeschi sono quelli che offrono i rendimenti più risicati: quelli che scadono nel 2017, ad esempio, non vanno oltre lo 0,4% netto (li trovate su www.soldi.it alla sezione investire>eurobbligazioni). Limitatevi a mantenerli, mentre per eventuali nuovi acquisti scegliete altri titoli ugualmente sicuri ma con rendimenti un po’ più elevati, seppur di poco. · Quali? Nella tabella qui sopra ve ne suggeriamo alcuni. Si tratta del titolo finlandese che vi abbiamo già consigliato in passato, oltre ai bond di enti sovranazionali come Bei, Banca mondiale o Unione Europea. In alternativa, potete scegliere alcuni titoli societari, anch’essi caratterizzati dal giudizio di affidabilità massima.
E le altre obbligazioni in euro?
· A metà strada tra titoli “supersicuri” ma poco redditizi e titoli con alti rendimenti ma rischi eccessivi, ci sono una serie di obbligazioni con un livello di affidabilità comunque accettabile e rendimenti ancora interessanti nonostante il calo registrato negli ultimi mesi. Questi titoli rappresentano una buona alternativa da affiancare ai BTp.
· Puntate però su scadenze un po’ più brevi rispetto ai titoli di Stato italiani, in particolare su quelle comprese tra 5 e 7 anni. Il “sovra-rendimento” offerto dalle scadenze più lunghe non è infatti sufficiente a compensare il maggior rischio che caratterizza i titoli più longevi (il loro prezzo reagisce in maniera più marcata alle variazioni dei tassi).
· In questo “plotone” rientrano ad esempio i titoli di Stato spagnoli. Non sono titoli da tripla A, ma il rendimento offerto compensa il rischio: ai prezzi attuali, questi bond offrono tassi allineati a quelli medi dei titoli con affidabilità analoga. Ad esempio il titolo Kingdom of Spain 5,5% 30/07/17 offre il 3,28% annuo netto. Meno interessanti, a nostro avviso, gli OaT, i titoli di Stato francesi: nonostante la perdita del giudizio di affidabilità massimo, il mercato continua a “premiarli” con prezzi elevati e rendimenti al di sotto della media. Limitatevi perciò a mantenerli, ma per i nuovi acquisti orientatevi su altro.
· Tra le obbligazioni che compendiano egregiamente rischio e rendimento rientrano poi titoli bancari (ad esempio quelli di Royal Bank of Scotland) e bond di società industriali (ad esempio Enel). Ne trovate una selezione a pagina 11 e un elenco più dettagliato su www.soldi.it alla sezione investire>eurobbligazioni.
| GRECIA E PORTOGALLO: ALCUNI ESEMPI DEI TITOLI DA EVITARE |
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| Titolo | Isin | Prezzo | Rend. netto |
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| Rep. ellenica 3,7% 20/07/15 | GR0124026601 | 25,21 | 53,4% |
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| Rep. ellenica 3,6% 20/07/16 | GR0124028623 | 25,36 | 41,21% |
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| Rep. ellenica 4,3% 20/07/17 | GR0124029639 | 25,42 | 35,72% |
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| Rep. ellenica 4,6% 20/07/18 | GR0124020645 | 25,21 | 32,05% |
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| Rep. ellenica 6% 19/07/19 | GR0124031650 | 25,75 | 31,51% |
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| Rep. of Portugal 3,35% 15/10/15 | PTOTE3OE0017 | 74,97 | 10,78% |
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| Rep. of Portugal 4,2% 15/10/16 | PTOTE6OE0006 | 109,35 | 0,96% |
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| Rep. of Portugal 4,3% 16/10/17 | PTOTELOE0010 | 64,86 | 12,12% |
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| PER CHI CERCA LA MASSIMA SICUREZZA |
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| Titolo | Isin | Prezzo | Rend. netto |
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| Banca Mondiale 3,875% 20/05/19 | XS0429114530 | 113,26 | 1,42% |
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| Bei 2,625% 15/03/16 | XS0503331323 | 104,13 | 1,16% |
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| Bei 3,5% 15/04/16 | XS0425743506 | 107,38 | 0,37% |
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| Bei 2,875% 15/07/16 | XS0630398534 | 104,94 | 1,29% |
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| Bei 3,75% 15/10/16 | XS0272359489 | 109,35 | 0,96% |
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| Bei 3,125% 03/03/17 | XS0490739686 | 105,78 | 1,18% |
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| Bei 4,75% 15/10/17 | XS0308505055 | 114,16 | 1,13% |
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| Bei 5,5% 15/02/18 | XS0083595636 | 118,6 | 1,16% |
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| Bei 2,625% 15/03/18 | XS0518184667 | 102,39 | 1,81% |
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| Bei 2,5% 15/10/18 | XS0692728511 | 100,5 | 2% |
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| Bei 2,5% 15/03/19 | XS0669743246 | 100,25 | 2,09% |
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| European Union 3,625% 06/04/16 | EU000A1AJM31 | 108,6 | 0,95% |
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| European Union 2,75% 03/06/16 | EU000A1GRYT1 | 105,16 | 0,79% |
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| European Union 3,25% 04/04/18 | EU000A1GN002 | 106,7 | 1,72% |
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| European Union 2,375% 04/10/18 | EU000A1GV187 | 101,24 | 1,96% |
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| Rep. Finlandese 3,875% 15/09/17 | FI0001006066 | 112,54 | 0,73% |
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| Rabobank 3,375% 21/04/17 | XS0503734872 | 103,74 | 1,81% |
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| Rabobank 4,75% 15/01/18 | XS0339454851 | 109,72 | 2,01% |
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