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Crisi delle Borse: come difendere il vostro portafoglio


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La crisi economica

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Come difendere dalle crisi il vostro portafoglio di azioni: un esempio dal caso della Libia
La Libia spaventa i mercati azionari: ecco come potete minimizzare i danni legati al calo delle Borse, o magari anche guadagnare. Attenzione, però: ogni strumento di “difesa” ha il suo costo, che in alcuni casi può essere tutt’altro che indifferente.
· Per compensare le perdite del vostro portafoglio d’azioni, potete puntare su strumenti finanziari che garantiscono dei guadagni quando le Borse scendono. Uno dei più diffusi è l’opzione put. Immaginatela come una sorta di “polizza assicurativa”. Il prezzo dell’opzione è il “premio” che pagate all’assicuratore: se, alla scadenza dell’opzione, la Borsa è scesa, ottenete un pagamento che compensa, in tutto o in parte, il “danno” subìto dal vostro portafoglio di azioni.
· La scelta non è però così facile: a Piazza Affari sono quotate numerose opzioni put. Vi sconsigliamo quelle legate all’andamento delle singole azioni: non riuscireste comunque ad avere una copertura “perfetta” del vostro portafoglio di titoli (non esistono opzioni put per tutte le azioni italiane, ma solo per le più diffuse), inoltre il costo di acquistare una specifica “copertura” per ogni titolo in portafoglio è decisamente troppo elevato.
· Meglio quindi concentrarsi sulle opzioni put legate all’indice di Borsa S&P Mib. Come funzionano? Se alla scadenza dell’opzione l’indice è sceso sotto un dato livello (il valore di esercizio), ottenete un pagamento pari alla differenza tra il valore di esercizio e il valore dell’indice; in caso contrario, non ottenete niente.
· A Piazza Affari sono quotate opzioni put sull’indice S&P Mib, con diverse date di scadenza e diversi valori di esercizio. Il loro costo può cambiare notevolmente: il prezzo è più alto per quelle che hanno un valore di esercizio più elevato (perché vi tutelano di più dai cali) e per quelle che hanno una scadenza più lontana (perché è più probabile che l’indice di Borsa abbia il tempo di scendere al di sotto del valore di esercizio).
· Supponiamo ad esempio che vogliate tutelare un portafoglio azionario di 50.000 euro da una perdita delle Borse del 30% da qui a giugno 2011. L’opzione put con valore di esercizio 22.000 (vicino al livello attuale dell’indice, 22.038) vi risarcisce praticamente di tutte le perdite subite dal vostro portafoglio: se l’indice perde il 30%, passando da 22.038 a 15.427 punti, vi ripaga 16.432,5 euro (6.573 punti indice, cioè la differenza tra 22.000 e 15.427, ognuno dei quali vale 2,5 euro). Il suo prezzo è però di 1.325 punti-indice, cioè 3.312,5 euro. Avreste ottenuto pressoché la stessa protezione, ma pagando la metà, con l’opzione put con valore di esercizio 17.500. È vero che vi paga solo 5.182,5 euro (17.500-15.427=2.073 punti indice, ognuno del valore di 2,5 euro), ma costa “solo” 212 punti indice (530 euro): acquistandone 3, pagate 1590 euro e ottenete quasi lo stesso importo dell’opzione con valore di esercizio 22.000.
· Si tratta comunque di un costo elevato: nella tabella qui sotto trovate quanto vi costa “tutelare” un patrimonio di 50.000 euro con diverse opzioni con scadenza giugno 2011. I 1.590 euro che abbiamo calcolato prima rappresentano l’alternativa più “economica” tra le opzioni analizzate, ma si tratta comunque di oltre il 3% del vostro patrimonio. Un costo che, se i mercati non vanno nella direzione prevista, potrebbe non portare ad alcun corrispettivo.
· Vale perciò la pena di analizzare anche un altro modo di evitare le perdite del vostro portafoglio di azioni: vendere tutto e ricomprare quando i mercati saranno scesi. In questo caso, il costo è rappresentato dalle commissioni di vendita e di riacquisto. Se ad esempio pagate lo 0,7% sulle transazioni, pagate in tutto l’1,4%: a questo dovete però aggiungere il costo “potenziale” di dover riacquistare a prezzi più elevati se i mercati, anziché scendere, salgono.
· Non vi consigliamo invece altri strumenti di “protezione” come ad esempio i future sull’indice di Borsa. A differenza delle opzioni, infatti, questi strumenti non prevedono solo un costo iniziale, ma un “adeguamento” giorno per giorno in base all’andamento dell’indice: se la Borsa non va nella direzione prevista, potreste trovarvi a dover pagare cifre anche ben più alte rispetto all’esborso iniziale.
· E gli Etf short? Questo tipo di Etf ha la caratteristica di replicare l’indice di Borsa, ma al contrario: sale quando l’indice scende, e viceversa. Non è però uno strumento di copertura efficiente: anche considerando l’Etfx Ftse Mib super short strategy, che raddoppia (con segno opposto) gli alti e bassi di Piazza Affari, per ottenere una “copertura” efficace dovreste investire una cifra pari alla metà del vostro portafoglio di azioni (scegliendo altri Etf short che non raddoppiano gli alti e bassi, dovreste addirittura investire lo stesso ammontare del vostro portafoglio). Sono però un valido strumento per chi non punta a “coprirsi”, bensì a speculare sui cali di Borsa.
 
Opzioni put sullo S&P Mib: quanto costa “proteggere” 50.000 euro da un calo del 30%
Valore di esercizio
Prezzo unitario dell’opzione (in euro)
Guadagno dell’opzione (al netto del premio)
Numero di opzioni da acquistare
Costo totale (euro)
17500
530
4653,5
3
1590
18000
660
5773,5
3
1980
18500
820
6863,5
2
1640
19000
1015
7918,5
2
2030
19500
1250
8933,5
2
2500
20000
1525
9908,5
2
3050
20500
1862,5
10821
1
1862,5
21000
2275
11658,5
1
2275
21500
2750
12433,5
1
2750
22000
3312,5
13121
1
3312,5