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Dicembre 2003: la speranza nell'anno che verrà


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29 dic 2003


2004 CON GIOIA?

Questo, pare infatti il verdetto che risulta dall'ultima indagine che abbiamo compiuto per l'indice Soldi Sette della fiducia dei Risparmiatori che è salito a 110,2 da quota 106. Ricordiamo che l'Indice Soldi Sette della fiducia dei risparmiatori registra ogni tre mesi le vostre aspettative nei confronti degli investimenti e che varia tra un minimo di 0, che indicherebbe una situazione di assoluto pessimismo, a un valore massimo di 200 che indica una grande euforia nei confronti dei mercati. Un valore pari a 110,2 come quello attuale indica un moderato ottimismo e che il tempo sembrerebbe volgere al bello. Soprattutto rileviamo che siamo di fronte al suo maggior valore da giugno 2002 ad oggi e che siamo in un'ottica di graduale, ma costante crescita della fiducia, non intaccata dai recenti scandali Parmalat, Cirio e Argentina (abbiamo condotto l'indagine quando la bufera Parmalat era solo agli inizi), che hanno avuto un effetto solo sulla componente del nostro indice che descrive la fiducia dei risparmiatori nei confronti delle obbligazioni ferma a quota 106 (quindi anche qui lieve ottimismo) su livelli stabilmente più bassi rispetto a quelli di un anno fa (sopra quota 110). Scendendo nei particolari se solo il 3% degli intervistati si attende un forte miglioramento della situazione economica della famiglia, il 49% mostra un certo ottimismo, a fronte di un 16,7% che vede il futuro in un'ottica di stabilità e un 33,3% di pessimisti. Tra gli altri risultati interessanti della nostra indagine ricordiamo il lieve calo dell'indice relativo agli investimenti in immobili (a quota 111,2 da 114,3), segno che c'è consapevolezza dei limiti raggiunti dal mercato immobiliare, ma soprattutto il permanere a buoni livelli (118,5) dell'indice relativo agli investimenti in generale dove, a fronte del moderato interesse per le obbligazioni c'è una rinata fiducia nelle Borse con l'indice relativo alle azioni a quota 115,3, quindi ai massimi storici, dalla sua nascita: se il 56,7% degli intervistati vede il futuro in un'ottica di stabilità, il 36,3% è ottimista e solo un risicato 7% non ha fiducia nel futuro.