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Disoccupazione area euro: come da copione


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31 gen 2012


Stabile a dicembre il tasso di disoccupazione dell’eurozona. Uno statu quo in linea con le aspettative del mercato.
 
Dato attuale: 10,4%
Attese: 10,4%
Periodo di riferimento: dicembre 2011
Dato precedente: 10,4% (novembre 2011)
 
Al contrario dell’Italia, dove la disoccupazione è in aumento, nell’intera eurozona il tasso di disoccupazione resta fermo a dicembre al 10,4%. Lo statu quo non ha sorpreso il mercato: le attese erano infatti per un dato in linea con il mese precedente.
Oltre che in Italia, dove passa dall’8,8% all’8,9%, il tasso di disoccupazione aumenta anche in altri Paesi come ad esempio la Francia (dal 9,8% al 9,9%) e il Portogallo (dal 13,2% al 13,6%). Migliora invece la Germania, il cui tasso di disoccupazione cala dal 5,6% al 5,5%.
Stabile la situazione ai due estremi dell’eurozona: il tasso di disoccupazione è infatti invariato sia per i Paesi più virtuosi cioè Austria (4,1%) e Olanda (4,9%), sia per il fanalino di coda cioè la Spagna (22,9%).
 
DISOCCUPAZIONE: PER SAPERNE DI PIÙ
Descrizione. Una volta al mese, l’Eurostat (l’istituto statistico dell’Unione europea) calcola la percentuale di disoccupati rispetto all’intera forza lavoro. Per disoccupati si intendono le persone tra 15 e 74 anni che presentano tutte le seguenti caratteristiche: sono senza lavoro, sono disponibili a iniziare a lavorare entro due settimane e hanno attivamente cercato lavoro nelle ultime quattro settimane. Per forza lavoro, invece, si intende il totale degli occupati e dei disoccupati.
Punti di forza. Fornisce un chiaro quadro della situazione produttiva di un Paese.
Punti di debolezza. È soggetta a revisioni continue, poiché i livelli di disoccupazione sono stimati sulla base di campioni relativamente poco estesi. Per l’Europa, poi, la significatività del dato è ridotta dal fatto che il mercato del lavoro è più “rigido” rispetto a quello americano, dove gli alti e bassi dell’economia si traducono più facilmente in una variazione del numero di occupati.
È in grado di influenzare i mercati? Sì. Un numero minore di disoccupati significa più persone che ricevono un reddito e che quindi si tramutano direttamente in consumatori. La crescita dei consumi, a sua volta, migliora le prospettive dell’economia contribuendo ad aumentare il Pil (la ricchezza complessivamente prodotta in un Paese). Un minor numero di disoccupati, quindi, è in genere accolto positivamente dalle Borse, anche se non bisogna trascurare il rischio di inflazione che può preoccupare le Banche centrali spingendole ad alzare i tassi. Viceversa un aumento dei disoccupati significa un’economia che arranca e un’inflazione più fredda: la Borsa scende, così come i tassi.