NEL MONDO
Negli Usa il commercio e la produzione iniziano il 2012 sottotono, ma il mercato del lavoro soddisfa.
A gennaio, le vendite al dettaglio negli Usa registrano un +0,4% mensile che non soddisfa i pronostici (+0,8%). C’è però da dire che è solo il comparto auto, particolarmente volatile, a zavorrare i risultati con il suo -1,1%: senza questo settore, le vendite crescono dello 0,7%, meglio del +0,6% delle previsioni. I tentennamenti nelle vendite portano la produzione industriale a frenare: a gennaio resta ferma al palo, il mercato sperava in un +0,7% mensile. Rispetto a un anno fa, comunque, la produzione è aumentata del 3,4%. Non c’è quindi da preoccuparsi troppo per questa battuta d’arresto, tanto più che dal settore manifatturiero arrivano segnali positivi: l’indice Empire Manufacturing, che ne monitora lo stato di salute, sale da 13,5 a 19,5 (ci si aspettava solo un 14,2). Inoltre, il mercato del lavoro regge bene, con le richieste di sussidio che calano ai livelli minimi da 4 anni a questa parte: scendono da 361.000 a 348.000, si temeva salissero a 364.000. Buone notizie, infine, dai prezzi: quelli alla produzione salgono solo dello 0,1% mensile (attese +0,3%), quelli al consumo registrano un +0,2% (attese +0,3%) attestando l’inflazione annua al 2,9%. In Canada, invece, l’inflazione sale un po’ più del previsto: +0,4% mensile (+0,3% le attese) e +2,5% annuo. In Australia, il tasso di disoccupazione scende a sorpresa dal 5,2% al 5,1%; era visto in crescita al 5,3%. Le vendite al dettaglio brasiliane segnano un +6,7% annuo, ma il mercato puntava a un +7,6%.