Non è vero…ma ci credo
È davvero possibile che statisticamente esistano alcuni mesi in cui la Borsa tenda a fare meglio rispetto a altri? È davvero possibile che dall’andamento di alcuni mesi sia possibile capire come la Borsa si comporterà durante tutto l’anno?
Secondo il 41% di coloro che hanno partecipato al sondaggio presente la settimana scorsa sul nostro sito www.soldi.it, queste sono solo superstizioni senza alcun senso e ragione d’esistere. Eppure per quanto strano possa sembrare non solo c’è chi crede a queste “teorie”, ma vi sono anche schiere di studiosi che hanno cercato di dimostrare la scientificità di questi fenomeni.
L’effetto gennaio
· Il più famoso, forse, tra tutti gli effetti “stagionali” legati all’andamento dei prezzi di Borsa è il cosiddetto effetto gennaio: secondo questa teoria, gennaio è il mese dell’anno in cui statisticamente la Borsa tende a guadagnare di più.
· Di questo fenomeno si parla nella letteratura economica già nel 1942 e nel corso degli anni è stato “testato” espandendo l’analisi dal mercato americano a quello di altri Paesi anche in via di sviluppo: in uno studio condotto dalla Banca Centrale turca nel 1995, ad esempio, viene confermato come nel periodo tra il 1998 e il 1993 gennaio avesse fatto registrare un guadagno mensile medio del 22% nettamente superiore a quello fatto registrare dalla Borsa in qualsiasi altro mese.
· Ci siamo quindi divertiti a verificare l’esistenza di questo effetto sul mercato italiano. Partendo dai dati storici dell’indice Comit 30 abbiamo calcolato quanto la Borsa ha guadagnato o perso per ogni mese dell’anno dal gennaio 1974 al dicembre 2005, per un totale di 384 osservazioni – 32 risultati per ogni mese dell’anno.
· Come si vede dal grafico, mediamente sui 32 anni considerati, gennaio si è effettivamente dimostrato il mese più proficuo per la Borsa con un 5,29% di guadagno mensile, staccando di gran lunga il secondo mese migliore, febbraio con un guadagno medio nel periodo del 2,20%.
· Riducendo il numero d’osservazioni il risultato non cambia: se dal 1974 al 1989 gennaio resta in testa con un guadagno medio del 6,75%, nettamente migliore al secondo classificato, febbraio (+3,78%), dal 1990 al 2005 gennaio resta comunque il mese in cui la Borsa ha guadagnato di più (+3,85%) seppur non distaccando di così tanto il secondo mese migliore, dicembre (+3,52%). Continuando a ridurre il campione in sottoperiodi, gennaio risulta il mese migliore sia su archi di 8 anni – 11 volte su 25 rispetto a novembre e marzo. fermi a 4 su 25 - ,sia su archi di 4 anni – 11 volte su 29 rispetto a marzo e dicembre, fermi a 4 su 29.
· Cosa c’è dietro? Il motivo va cercato, secondo i più, nei regimi fiscali dei Paesi dei grandi investitori professionisti: vendendo a dicembre e ricomprando a gennaio eviterebbero infatti la tassazione sul capital gain mantenedo però di fatto l’investimento. Da un altro punto di vista i motivi potrebbero invece risiedere in una forma di “irrazionalità” – come appunto credere alla buona sorte di un mese piuttosto che di un altro - che secondo recenti studi neurologici influenzerebbero in realtà gli operatori di Borsa.
Chi ben comincia è a metà dell’opera?
· Gli effetti “miracolosi” di gennaio non sarebbero però finiti qui: secondo un’altra “superstizione” l’andamento di gennaio anticiperebbe l’andamento della Borsa durante tutto l’anno; in altre parole, se in gennaio la Borsa guadagna c’è da aspettarsi che la Borsa nell’anno vada bene.
· Sebbene questa teoria possa sembrare ancora più assurda della precedente, osservando l’andamento dell’indice S&P500 relativo al mercato americano dal 1950 al 2004 risulta che nell’80% dei casi il guadagno/perdita di gennaio si è poi riflesso sul guadagno/perdita del mercato a fine anno (percentuale che sale a oltre il 90% se si escludono gli anni con le maggiori distorsioni, come quelli degli attacchi terroristici o della guerra in Iraq). Non solo, ma anche sul mercato canadese, dal 1980 al 2002, gennaio ha mostrato “in anteprima” l’andamento dell’anno nel 68% dei casi.
· È vero anche da noi? Così pare: considerando nuovamente l’andamento annuale e mensile del Comit 30 dal 1974 al 2005, si ricava che nel 68,75% dei casi il guadagno o la perdita di Borsa di gennaio hanno effettivamente anticipato rispettivamente il guadagno e la perdita di Borsa di tutto l’anno.
· Basta dunque questo per aspettarsi un brillante 2006, considerato che Piazza Affari a gennaio ha messo su il 2,89%? Frenate gli entusiasmi: tutte le analisi presentate si basano su dati passati e quindi nulla dicono in merito al fatto che tali “ricorrenze” si ripresentino nel futuro. I motivi per cui i mercati salgono o scendono sono ben più complessi e non possono essere spiegati solo da ricorrenze statistiche per quanto marcate possano essere: non vi basate quindi su questi elementi per decidere le vostre strategie di investimento.