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Eni: bene il petrolio, male il gas


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Chiarimenti finanziari:

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17 feb 2012


Prezzo al momento dell'analisi (16/02/2012): 17,27 euro
Eni ha chiuso il 2011 con un utile netto lievemente superiore alle nostre previsioni. Nonostante la ripresa della produzione in Libia, la debolezza nelle vendite di gas ci porta a essere prudenti nelle stime.
>Mantenere
 
Nel corso del 2011 il prezzo medio del petrolio è stato del 40% superiore a quello del 2010. Per questo, nonostante un calo dei livelli di produzione di idrocarburi di circa il 13% rispetto al 2010 per la rivoluzione in Libia e nonostante vendite di gas sostanzialmente stabili, Eni è riuscita a chiudere il bilancio 2011 con un rialzo dell’utile industriale, al netto della quota parte degli oneri pluriennali, dell’8,5% rispetto al 2010 (+4% escludendo le componenti straordinarie). L’utile netto si è attestato a 1,9 euro per azione contro 1,74 euro nel 2010. Si tratta di un valore solo lievemente superiore alle nostre attese di 1,85 euro per azione. In lieve rialzo anche il dividendo, portato a 1,04 euro per azione contro 1 euro dell’anno scorso (le nostre stime lo vedevano stabile). Per quest’anno ci attendiamo un aumento della produzione e che il prezzo del petrolio resti su livelli elevati. Prevediamo, però, un calo delle vendite di gas e un aumento degli oneri finanziari: per questo stimiamo un utile netto in crescita, ma solo in modo moderato. Stimiamo un utile per azione di 2 euro nel 2012 e di 2,02 euro nel 2013. Siamo prudenti anche sul dividendo che stimiamo, per entrambi gli anni, pari a 0,9 euro.