Fondiaria-Sai: svolta nell'accordo
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30 gen 2012
Cambia il piano di salvataggio di Fon-Sai da parte di Unipol: ma anche con i nuovi accordi, a pagare il prezzo più alto sono ancora i piccoli azionisti.
· Se l’accordo che si prospettava fino a qualche giorno fa tra Unipol (0,20 euro) e Fon-Sai (0,69 euro) non ci piaceva granché, il nuovo accordo approvato nel fine settimana non migliora la situazione. A essere penalizzati, infatti, sono ancora i piccoli azionisti.
· Invece di lanciare un’offerta pubblica di acquisto su Premafin (0,31 euro; la controllante di Fon-Sai), come inizialmente previsto, Unipol acquisterà il controllo della società con un aumento di capitale riservato. In pratica, Premafin emetterà nuove azioni per 400 milioni di euro, che non saranno assegnate ai suoi azionisti ma a Unipol.
· Nella versione iniziale dell’accordo i piccoli azionisti di Premafin avevano almeno la “via d’uscita” di aderire all’Opa, probabilmente a un prezzo superiore a quello di mercato: il prezzo d’Opa avrebbe infatti dovuto tener conto del prezzo di cessione del pacchetto di maggioranza dalla famiglia Ligresti a Unipol (prezzo di cessione piuttosto generoso, visto lo stato dei conti della società). E invece, con la nuova versione dell’accordo, gli azionisti di minoranza di Premafin restano a bocca asciutta: Unipol acquisirà comunque il controllo della società, ma non intende pagare un centesimo agli azionisti Premafin contando sulla norma di legge che esclude l’obbligo d’Opa per le ricapitalizzazioni di società in crisi.· E non c’è troppo da sperare che l’iniezione di liquidità da 400 milioni di euro serva perlomeno a risanare definitivamente Premafin: i 400 milioni in arrivo bastano a malapena a finanziare la partecipazione, pro quota, all’aumento di capitale della controllata Fondiaria-Sai. Rispetto ai 750 milioni di euro prospettati a dicembre, l’aumento di Fon-Sai sarà infatti di 1,1 miliardi. Un aumento più consistente per rafforzare di più la società? Tutt’altro: è solo un modo per tamponare la maxi-perdita, appunto da 1,1 miliardi, prevista nei conti 2011. Per non parlare del margine di solvibilità, cioè il rapporto tra i mezzi a disposizione del gruppo e gli impegni presi con i clienti: il management insiste a ribadire l’obiettivo del 120%, ma le prime indicazioni sul 2011 lo vedono ben al di sotto della soglia minima regolamentare del 100% (si parla addirittura del 75%).
· E a parte Premafin con i suoi 400 milioni, chi è disposto a mettere nuovi capitali in Fondiaria-Sai? Con questi conti in perdita, probabilmente nessuno. Temiamo quindi che l’aumento di capitale di Fondiaria-Sai, che dovrebbe partire nei prossimi mesi, avvenga a un prezzo particolarmente basso per invogliare il mercato a sottoscrivere le nuove azioni. Anche il fatto che la società abbia deciso di raggruppare le azioni (1 nuova ogni 100 vecchie) potrebbe essere l’anticamera di un forte sconto sull’aumento di capitale: un prezzo unitario più alto permette infatti maggiori margini di manovra per aumenti di capitale “anomali” (molte azioni a un prezzo bassissimo) come quelli già portati avanti in passato da diverse società in crisi (Seat Pagine Gialle, ad esempio). Anche Unicredit, prima dell’aumento di capitale che si è chiuso da pochi giorni e che è stato contestato proprio per il forte sconto sulle nuove azioni, aveva raggruppato le azioni.
· Insomma, se gli azionisti Premafin non hanno molto di che sorridere, agli azionisti Fondiaria-Sai non va meglio: non solo si vedono anch’essi esclusi dalla prospettiva di un’Opa (Unipol ha subordinato l’accordo all’esenzione dall’Opa anche su Fon-Sai e Milano Assicurazioni), ma rischiano anche di vedere il prezzo di Borsa dei titoli crollare al momento dell’annuncio di un aumento di capitale a forte sconto.
· Ancora non è detto che si arrivi fino in fondo: oltre all’esenzione dall’Opa su tutte le società del gruppo, Unipol ha subordinato l’accordo all’ottenimento del via libera da Isvap e antitrust. Quest’ultimo, in particolare, potrebbe imporre sacrifici tali (cessioni di attività) da portare Unipol a rinunciare. In ogni caso, che si arrivi alla fine o no, continuate a restare alla larga dai titoli del gruppo Fon-Sai: se l’accordo con Unipol salta, la società è sull’orlo del fallimento, ma se anche l’accordo va in porto voi non avete da guadagnarci. Oltre alle azioni, evitate anche di acquistare gli altri prodotti targati Fondiaria-Sai, ad esempio i fondi pensione.


