Giugno 2008: oltre le nubi
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07 lug 2008
Se da un punto di vista climatico il sole sta scaldando il Bel Paese, da un punto di vista economico, la situazione non è serena. La fiducia di consumatori e imprenditori sulla salute dell’azienda Italia (rilevazioni Isae) è in brusco calo, così come sono in calo le attese per il futuro. Le nubi non si addensano solo su di noi: sia gli imprenditori tedeschi sia i consumatori Usa sono negativi sulle prospettive delle loro economie. In tale quadro plumbeo, però, qualche sprazzo positivo c’è e viene da voi! L’indice Soldi Sette, che esprime la fiducia dei risparmiatori italiani sul futuro della propria situazione economica, si è attestato a giugno a quota 97,8. Si tratta di un valore ancora un non troppo brillante – l’indice oscilla tra un minimo di 0, pessimismo cosmico, a 200, sfrenata euforia, con quota 100 a indicare stabilità – ma che segna un netto recupero dai minimi di marzo (83,2). Dato ancor più interessante, la voglia di investire in strumenti finanziari sale da 107,3 a 109,1: è il segnale che non solo c’è il desiderio di contrastare la perdita di potere d’acquisto data dalla corsa dei prezzi, ma che c’è anche la disponibilità monetaria per farlo. Tra gli strumenti, successo riscuotono le azioni (l’indice sale da 98,7 a 102). Attenzione però: il momento non è facile. Nonostante le perdite registrate dal settore finanziario nei mesi scorsi, la crisi del credito non si allenta. Se questa dovesse continuare fino al 2009, come qualcuno crede, nessun aiuto potrebbe arrivare, in termini di riduzione dei tassi d’interesse, dalle Banche centrali. I prezzi di materie prime ed energia, infatti, volano, infrangendo soglie ritenute mesi fa irraggiungibili, con il rischio di frenare consumi e investimenti. I nostri modelli tengono conto di tutto ciò, ma non possono prevedere bugie, frodi e buchi neri “improvvisi”. Gli arresti legati a occultamenti di perdite ai danni dei risparmiatori da parte di manager di fondi negli Usa ci preoccupano. Aspettare qualche settimana prima di acquistare non vi farà perdere l’affare della vostra vita, ma potrebbe evitarvi perdite pesanti. Per i più prudenti la liquidità non è nemmeno un cattivo affare. Scende, invece, la voglia di puntare sulle obbligazioni (da 105,2 a 102): un calo giustificabile; crediamo, infatti, che chi ha già investito in questi strumenti, debba ora dedicare parte dei risparmi alla liquidità.




