Guadagnare dalla manovra? Si può!
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Chiarimenti finanziari:
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02 set 2011
· La manovra finanziaria allo studio in questi giorni non ha mancato di suscitare polemiche: il possibile effetto negativo sulla crescita, lo scetticismo sulla sua effettiva capacità di raggiungere il gettito promesso e i tempi lunghi per alcuni dei cambiamenti programmati (in particolare per il taglio dei costi delle province, rimandato a una riforma costituzionale che quindi richiede un complesso iter parlamentare) hanno attirato forti critiche da più parti.
· Non si tratta solo di un problema politico: le ripercussioni sono pesanti anche dal punto di vista economico. La manovra, allo stato attuale, ancora non dà sufficienti garanzie di riuscire a risanare i conti pubblici; di conseguenza gli investitori, soprattutto quelli esteri, rischiano di allontanarsi ancora una volta dagli investimenti nel nostro Paese e in particolare dai BTp. Tanto più che i continui cambiamenti al disegno di legge, con il balletto di norme prima introdotte, poi cancellate e magari di nuovo reintrodotte, aggiunge ulteriore incertezza niente affatto gradita dai mercati.
Aste BTp: benino, ma con molti affanni
· Le aste BTp di fine agosto si sono chiuse all’apparenza in maniera soddisfacente: rispetto alle aste di fine luglio il Tesoro ha dovuto pagare circa lo 0,5% annuo in meno sul BTp decennale e circa l’1% in meno sul BTp triennale. Il rapporto tra domanda e offerta, un importante segnale dell’interesse dei mercati, è però più basso rispetto alle aste precedenti. Eppure la domanda avrebbe dovuto essere elevata, visto che si trattava dei primi titoli offerti sul mercato da un mese a questa parte.
· E questo è un altro punto oscuro. Il Tesoro ha annullato le aste di metà agosto, ufficialmente a causa dell’ampia disponibilità di cassa e ridotte esigenze di finanziamento. Sembra molto più plausibile, tuttavia, che lo Stato abbia evitato di emettere nuovi titoli per non dover pagare rendimenti troppo elevati, visto che in quelle settimane il mercato dei BTp era in piena bufera. La disponibilità di cassa non è infatti una causa così frequente per non emettere BTp: le aste di BoT sono molto legate a questo elemento (quelli trimestrali, ad esempio, da inizio anno sono stati emessi solo una volta), ma per le aste dei BTp il ritmo è in genere più regolare.
· E ora lo Stato non può permettersi di rinviare altre aste: solo nel mese di settembre sono previsti importanti rimborsi di BTp (17,9 miliardi a inizio mese, 14,5 a metà mese) che devono essere rimpiazzati con nuovi prestiti.
Sostegno… a tempo?
· Anche per i BTp in circolazione la situazione continua a rimanere tesa. Il differenziale di rendimento rispetto ai bund tedeschi, un “termometro” della sfiducia dei mercati nei titoli italiani, dopo essere calato dai picchi del 4% di inizio agosto fino al 2,7% ha ricominciato a salire e ora è oltre il 3%. E questo, nonostante i rendimenti di mercato dei BTp siano stati “calmierati” dagli acquisti effettuati dalla Bce.
· Da inizio agosto la Banca centrale europea ha cominciato ad acquistare titoli italiani e spagnoli. Un aiuto che però non potrà proseguire a oltranza, e infatti gli importi degli acquisti si sono già ridimensionati settimana dopo settimana (22 miliardi la prima, 14,3 la seconda, 6,6 la terza). Inoltre, non si tratta di un sostegno “gratuito”: in cambio di questo intervento, la Bce ha richiesto al governo garanzie su un percorso chiaro di risanamento dei conti, basato su liberalizzazioni e privatizzazioni rapide. E non è quello che sta emergendo dalla manovra: l’affidarsi a interventi dal gettito aleatorio come la lotta all’evasione, anziché puntare su operazioni dall’esito più sicuro, potrebbe non bastare alla Bce.
· Il prossimo 8 settembre si riunirà il consiglio della Bce, che tornerà ad esaminare la manovra italiana. Un intervento destinato solo a tamponare l’emergenza, o peggio ancora il proseguimento delle schermaglie attuali, potrebbe significare l’interruzione del sostegno europeo e nuovi rialzi dei rendimenti.
Come sfruttare al meglio la situazione
· In questo scenario, come gestire al meglio i propri investimenti in BTp? Nonostante tutto, non vediamo rischi di bancarotta per lo Stato italiano: il buon padre di famiglia può quindi mantenere i titoli in suo possesso. Per i nuovi investimenti, scaglionate gli acquisti in modo da poter approfittare dei rialzi dei tassi che potrebbero proseguire per un po’ di tempo. Puntate sui 5-7 anni che, in un’ottica di mantenere il titolo fino a scadenza, offrono al momento il miglior rapporto tra rischio e rendimento.
· Lo speculatore, che punta invece a realizzare un guadagno rivendendo il titolo prima della sua scadenza, può scegliere BTp più “lunghi”: una volta che i rendimenti torneranno a ridimensionarsi, saranno quelli che registreranno il maggior rialzo nel prezzo. Prendiamo ad esempio i BTp dell’asta di fine luglio, quando vi avevamo consigliato la stessa strategia (vedi Soldi Sette n° 943): in un mese il prezzo del titolo a dieci anni ha guadagnato circa il 4% rispetto al prezzo d’asta, mentre il titolo a tre anni si è fermato a un +2%. Per speculare, puntate sulla prossima asta del 13 settembre solo se al BTp a 5 anni “tradizionalmente” offerto a metà mese verrà affiancato qualche altro titolo più lungo (per ora non è noto, vi terremo informati su questo sito); altrimenti, preferite l’acquisto in Borsa.


