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Indice di fiducia delle imprese italiane: in calo, ma non è una sorpresa


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30 gen 2012


Gli imprenditori italiani si mostrano un po’ più pessimisti, ma il mercato era già preparato a questo peggioramento.
 
Dato attuale: 92,1
Attese: 92
Periodo di riferimento: gennaio 2012
Dato precedente: 92,5 (dicembre 2011)
 
Il nuovo anno si è aperto con un po’ più di pessimismo per le imprese italiane: l’indice di fiducia calcolato dall’Istat scende infatti dai 92,5 di dicembre 2011 a 92,1 nel primo mese del 2012. Non si tratta comunque di un calo imprevisto, anzi i pronostici erano per un dato ancora più basso, seppur di poco (92).
I giudizi sugli ordini registrano un miglioramento, ma questo progresso è più che compensato dalle attese sulla produzione, che peggiorano. Anche le opinioni sulle scorte di magazzino contribuiscono al calo dell’indice.
A livello settoriale il panorama è piuttosto omogeneo: a calare sono infatti sia le opinioni delle imprese che operano nel settore dei beni di consumo, sia le opinioni di quelle che operano nei beni strumentali. Unica eccezione, le imprese produttrici di beni intermedi, che registrano un progresso nel clima di fiducia complessivo.
 
INDICE DI FIDUCIA DELLE IMPRESE: PER SAPERNE DI PIÙ
Descrizione. Una volta al mese, l’Istat pubblica un indice che riassume il clima di fiducia del settore manifatturiero italiano. L’indagine è svolta prendendo in considerazione un campione di circa 4000 imprese.
Punti di forza. È considerato un buon “termometro” del grado di salute del settore manifatturiero.
Punti di debolezza. Descrive delle opinioni e delle aspettative e non dati economici certi. Inoltre, si tratta di un indice campionario e limitato al solo settore manifatturiero.
È in grado di influenzare i mercati? Sì: anticipando le dinamiche economiche, serve a farsi un’idea della futura politica monetaria della Banca centrale, che a sua volta influenza l’andamento dei mercati obbligazionari e azionari.