26 gen 2012
Meglio del previsto la fiducia dei consumatori italiani
Dato attuale: 91,6
Attese: 89,5
Periodo di riferimento: gennaio 2012
Dato precedente: 91,6 (dicembre 2011)
A gennaio, la fiducia dei consumatori resta stabile a 91,6 e questo basta a battere le attese di mercato che prevedevano invece un calo a 89,5.
Il risultato è stato determinato dal controbilanciarsi dei quattro sotto-indici che formano l’indice generale. Peggiora l'indice relativo alla situazione economica (da 77,1 a 75,3),ma migliora quello riferito alla situazione personale (da 97,3 a 97,9). Scende l'indice invece che misura le previsioni a breve termine (da 82,5 a 78,4), mentre sale quello relativo alla situazione corrente (da 98,4 a 102,3).
A gennaio, migliorano i giudizi dei consumatori sulla situazione economica corrente del Paese, con il saldo che risale da -137 a -125, ma peggiorano le relative attese per i prossimi 12 mesi (da -56 a -67 il saldo).
Sul fronte della situazione personale a gennaio i consumatori esprimono giudizi leggermente meno sfavorevoli circa la situazione economica della propria famiglia (da -57 a -56 il saldo), ma le previsioni per i successivi mesi sono leggermente più negative (da -31 a -32 il saldo). Migliora in misura significativa il saldo dei giudizi sul bilancio finanziario della famiglia (da -8 a -2). Riguardo al risparmio, peggiorano sia i giudizi sull’opportunità corrente (il saldo passa da 151 a 148) sia le attese future sulle effettive possibilità di risparmiare (da -85 a -94).
INDICE SULLA FIDUCIA DEI CONSUMATORI: PER SAPERNE DI PIÙ
Descrizione. Una volta al mese, l'Istat (l'Istituto nazionale di statistica) pubblica un indice che riassume il clima di fiducia dei consumatori italiani.
Punti di forza. È considerato un buon "termometro" delle aspettative dei consumatori sull'andamento dell'economia italiana.
Punti di debolezza. Descrive delle opinioni e non dati economici certi. Inoltre, si tratta di un indice campionario e limitato al solo settore manifatturiero.
È in grado di influenzare i mercati? Sì: anticipando le dinamiche economiche, serve a farsi un'idea della futura politica monetaria della Banca centrale, che a sua volta influenza l'andamento dei mercati obbligazionari e azionari