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Le ombre lunghe dell'autunno si stendono pure sui rating?


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30 ago 2010



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Un'estate tranquilla e lontano dal ciclone della crisi economica non deve far dimenticare che il mostro della crisi economica continua a strisciare indisturbato nei conti pubblici dei principali Paesi dell'Occidente.


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È del 25 agosto la notizia che S&P (una delle tre agenzie incaricate di giudicare l'affidabilità degli emittenti di bond) ha declassato l'Irlanda abbassando il suo giudizio a AA-. Il motivo? S&P è convinta che il costo sostenuto dal Paese per sostenere il proprio settore finanziario messo in difficoltà dalla crisi economica possa essere più elevato di quanto previsto. E, come se non bastasse, ha fatto pure sapere che potrebbero esserci nuovi tagli.

 

· C'è da preoccuparsi? Tutto sommato AA- è ancora un giudizio che nella nostra scala di valutazione corrisponde a "ottimo" e che non desta preoccupazioni di sorta, però il caso dell'Irlanda è solo indice di come la stagione dei problemi non sia finita.

 

· Anzi, a questo proposito nelle settimane centrali di agosto sul tema ha preso parola anche l'agenzia di rating Moody in due diverse occasioni. Nella prima (subito dopo ferragosto) questa agenzia di rating ha confermato il suo giudizio pari ad AAA (il nostro eccellente) per Usa, Gran Bretagna, Francia e Germania, ma nel farlo ha detto una cosa importante: se la Francia e soprattutto la Germania sono in ottime condizioni per continuare a mantenere questo giudizio, la situazione di Usa e Gran Bretagna non rende impossibile una sua eventuale revisione al ribasso in un futuro neanche troppo lontano.

 

· Tutto ciò potrebbe sembrare la scoperta dell'acqua calda, visto che Moody ha puntato il dito sui debiti pubblici elevati e sulla crescita economica insufficiente di questi due Paesi, fatti di cui si parla da molti mesi oramai; tuttavia non bisogna dimenticare che gli Stati Uniti sono da decenni il Paese di riferimento dei mercati internazionali. A livello psicologico la perdita della tripla A per gli Usa (ma anche per la Gran Bretagna) avrebbe un impatto notevole. Ma in tal senso l'agenzia di rating parla chiaro: occorre rilanciare l'economia senza stimoli pubblici, riducendo le spese.

 

· Moody ha poi rincarato la dose la settimana seguente sostenendo che le politiche di austerità in Europa con lo scopo di mettere in sesto i conti pubblici dei vari Paesi rischiano si strangolare redditi e consumi, e quindi la crescita economica. Da qui, nuovamente, il rischio di un ribasso dei rating delle nazioni di Eurolandia.


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C'è da dire che queste considerazioni non sono dissimili da quelle fatte oltre un mese fa da Dagong, la prima agenzia di rating made in China di cui vi abbiamo parlato in Soldi Sette n° 894, che già aveva sottolineato ampiamente che Usa e Gran Bretagna non meritano la tripla A.

 

Una quadratura del cerchio impossibile?


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Lette così queste notizie possono far pensare che per gli Stati europei e gli Usa non vi sia scelta: o far deragliare i conti con una spesa forsennata nel tentativo di spingere l'economia, o tirare la cinghia strangolando la crescita. In ogni modo non c'è scampo.


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In realtà non è così. Il monito delle agenzie di rating è chiaro, ma non è ancora l'anticamera del declassamento (di fatto i voti, al di là dell'avvertimento, sono stati pienamente confermati). Il fatto che la Germania sia uscita pressoché indenne (a livello di valutazioni) dalla crisi indica che vie strette per tornare alla crescita senza far implodere le casse dello Stato ne esistono. Infine stiamo pur sempre parlando di declassamenti da eccellente (AAA) a ottimo (AA). Se non ci fossero in ballo Usa e Gran Bretagna la cosa non farebbe molta notizia.


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Come dicevamo prima l'effetto della notizia è in larga parte a livello psicologico. E sì, la psicologia è molto importante nel determinare gli umori dei mercati, ma nel lungo periodo contano comunque i fatti, cioè che gli Usa saranno capaci di ripagare i loro debiti.

 

L'AFFIDABILITÀ DEGLI USA RESTA ALTISSIMA

 

Il livello dei Cds (il costo di assicurarsi su un eventuale fallimento) degli Usa (in grassetto) resta su livelli assai bassi e in linea con quello dei Cds della repubblica tedesca (linea sottile), tutt'ora considerata uno dei debitori più solidi e affidabili che ci siano al mondo.