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LVMH: se la cava bene


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Chiarimenti finanziari:

02/6961577

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03 feb 2012


Prezzo al momento dell’analisi (02/02/2012): 126,4 euro
LVMH non conosce la crisi e gli investitori, che se ne sono resi conto da tempo, hanno spinto il titolo a livelli, secondo noi, eccessivi. Ai prezzi attuali l’azione è cara.
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I risultati 2011 confermano che LVMH (LVMH.PA) non ha quasi risentito della crisi: il fatturato (senza cessioni/acquisizioni) è cresciuto del 14% e l’utile per azione (senza elementi straordinari) è aumentato del 28% (a 6,27 euro) rispetto al 2010 e del 47% rispetto al 2007 (anno precedente la crisi). Oltre al dinamismo di Louis Vuitton, uno dei principali punti di forza del gruppo è la presenza in Asia (27% del fatturato senza il Giappone), in particolare in Cina dove c’è molto interesse per i beni di lusso, mentre la divisione distribuzione selettiva (in aeroporti, gallerie commerciali…) beneficia del turismo asiatico. Secondo noi, neppure l’atteso rallentamento economico in Asia impedirà a LVMH di continuare a crescere in questa regione. Alziamo quindi le stime sull’utile per azione a 6,85 euro per il 2012 e 7,5 euro per il 2013. Anche se dopo quella di Bulgari il gruppo continua a ricercare acquisizioni, si allontana il rischio di un’offerta troppo elevata su Hermès (di cui possiede già il 22%) che ha ormai una struttura che la mette al riparo da offerte ostili. Invece di ricercare acquisizioni, LVMH dovrebbe secondo noi ridistribuire agli azionisti almeno il 50% degli utili (contro il 42% attuale) rendendo un po’ più generosi i suoi dividendi (2% il rendimento lordo attuale).