AB Inbev sta progressivamente riducendo i suoi debiti. Ma
le vendite rimangono deboli.
Prezzo al momento dell'analisi (14 agosto 2009) 27,06 euro
AB Inbev cerca di trovare la giusta via fra rilancio
dell’attività e rigore finanziario. Non è facile. Titolo troppo caro.
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Nel secondo trimestre AB Inbev ha calato, ancora una volta, uno
dei suoi migliori colpi : ridurre drasticamente i costi dopo aver integrato una
società appena acquisita, in questo caso l’americana Anheuser-Busch. Il
programma delle sinergie è addirittura in anticipo su quanto previsto.
Nonostante i pesanti costi legati a questa operazione l’utile per azione perde
appena il 10% (in euro). Questo ci permette di confermare le nostre previsioni
su un utile per azione di 1,3 euro nel 2009 e 1,6 euro nel 2010. Ma in un
periodo di difficoltà economica, una strategia basata sulla spesa potrebbe
andare a discapito dell’attività ordinaria. Nonostante il forte aumento del
Brasile, il fatturato di gruppo (a perimetro costante) è cresciuto di appena
l’1,4%, mentre le vendite sono diminuite del 1,1%. Una performance più debole di
quella del primo trimestre. In particolare, la riduzione, negli Stati Uniti,
delle vendite di Bud Light e di Budweiser (ereditate da Anheuser-Busch) ci
preoccupa. AB Inbev dovrà combattere con decisione per non perdere la posizione
di n°1 in questo mercato molto redditizio. Non è un compito facile, perché la
priorità di AB Inbev rimane quella di raccogliere liquidità per rimborsare
l’enorme debito. Al riguardo, i dati sino ad oggi sono positivi: non vediamo
grosse difficoltà nel raggiungere l’obiettivo. La cosa che ci dà fiducia per il
2010 è la prevista crescita del dividendo. Abbassiamo a 3 il livello di rischio
del titolo.