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Volkswagen all'attacco di Porsche (09/11/2009)
Dopo i vari tentativi di Porsche di mettere le mani su
Volkswagen, principale gruppo automobilistico europeo, alla fine sarà
quest’ultimo ad acquistare Porsche. In questo modo Volkswagen (VW) manterrà la
sua indipendenza e rafforzerà il suo impero; dubitiamo però che quest’operazione
sia interessante anche per i suoi azionisti di minoranza. >
Vendere
Una logica industriale?
· Per giustificare
l’operazione il management di VW ha proposto diversi argomenti dal punto
di vista industriale.
· Indubbiamente, grazie
a Porsche, VW si rafforzerà considerevolmente sull’alta gamma del mercato
automobilistico, dove però il gruppo è già presente con marchi come
Lamborghini, Bentley e soprattutto Audi, che ambisce a
diventare da qui al 2015 il leader nel mercato delle auto di lusso.
· Il management
resta, inoltre, troppo vago quando si tratta di identificare le sinergie che
scaturiranno dall’integrazione di Porsche, limitandosi a ribadire che, a
lungo termine, queste dovrebbero far migliorare il risultato industriale del
gruppo di circa 700 milioni di euro. Un obiettivo che, peraltro, ci sembra
difficile da centrare, tanto più considerando che Porsche manterrà la sua
indipendenza industriale e finanziaria, nonché la sua sede sociale a
Stoccarda.
· Considerando tutto
ciò, restiamo quindi piuttosto scettici sui vantaggi industriali
dell’operazione, che ci sembra ispirata soprattutto da una logica tesa a
salvaguardare gli interessi degli azionisti familiari di Porsche.
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Dati chiave |
Volkswagen |
Porsche |
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Veicoli prodotti ogni anno |
> 6 milioni |
100.000 |
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Dipendenti |
> 360.000 |
12.000 |
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Fatturato (in euro) |
> 100 mld |
7,5 mld |
Porsche è un attore con dimensioni modeste rispetto a quelle di
VW. La sua indipendenza all’interno del gruppo Volkswagen non ci sembra quindi
giustificata.
Un’operazione a tappe
· L’acquisizione di
Porsche non avverrà dall’oggi al domani, ma sarà progressiva e si
concluderà solo nel 2011.
· Da qui alla fine del
2009, VW acquisterà quasi il 50% delle attività industriali e finanziarie di
Porsche. Per finanziare quest’operazione, nel primo semestre 2010 sarà
varato un aumento di capitale, i cui dettagli non sono però ancora noti.
· In seguito, VW
acquisirà Porsche Holding Salzburg (società non quotata appartenente alla
famiglia Porsche) prima di assorbire totalmente Porsche.
· Secondo il
management di VW l’acquisizione si farebbe a tappe per non compromettere
la solidità finanziaria del gruppo e perché in questo modo le due società
“imparerebbero a conoscersi” prima di venir definitivamente fuse. Degli
argomenti che non ci sembrano veramente convincenti.
Dubbi sul governo societario
· La nostra impressione
è quella che il complesso meccanismo di questa acquisizione serva gli interessi
degli azionisti di maggioranza, a scapito di quelli degli altri azionisti.
· L’acquisizione anche
di Porsche Holding Salzburg, presente nella distribuzione di auto e
quindi non al centro degli interessi di VW, si spiega infatti solo con il fatto
che gli introiti di quest’operazione permetteranno alla famiglia azionista di
sottoscrivere l’aumento di capitale che sarà lanciato da Porsche per
ridurre i suoi debiti.
· Un altro dubbio sorge
considerando l’aumento di capitale che sarà varato prossimamente da VW. Perché è
riservato solo ai detentori di azioni “preferenziali”, ossia titoli senza il
diritto di voto? La risposta dei vertici – permetterà di migliorare la
liquidità del titolo preferenziale – è del tutto insufficiente.
· In breve, secondo
noi, a dettare le condizioni dell’operazione è stato soprattutto il
management di Porsche. Del resto solo così si può comprendere come
mai VW accetti di sborsare oltre 12 miliardi di euro per acquistare una casa
automobilistica così colpita dalla crisi e che rischia di non ritrovare più la
redditività di un tempo.
· Risultato, a
rimetterci saranno solo gli azionisti di minoranza di VW, che dovranno pagare
per questa acquisizione senza trarne nessun profitto.
Una fusione poco convincente
· Sul piano industriale
i meriti dell’operazione non sono dimostrati. Su quello finanziario, il progetto
manca di argomenti convincenti. Il prezzo elevato dell’acquisizione non è
giustificato nel contesto economico attuale e la struttura dell’operazione non
mette sullo stesso piano tutti gli azionisti.
· L’acquisizione di
Porsche non ci fa quindi cambiare il consiglio su Volkswagen:
vendere.


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