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Fondi : Le gestioni patrimoniali in fondi

Quasi tutte le banche offrono, tra i loro prodotti finanziari, anche le gestioni patrimoniali in fondi. Vediamo cosa sono e come funzionano, con il solito occhio di riguardo per i costi, vero punto dolente di questa categoria di prodotti.

Le gestioni patrimoniali in fondi (Gpf) sono prodotti finanziari che, come dice il nome, investono i soldi in fondi comuni d’investimento e consentono al risparmiatore di delegare la gestione dei risparmi alla banca o Sim di fiducia in base al proprio profilo di rischio. Vediamo come funzionano e quali sono i loro punti deboli.

Come funzionano

I soldi che il risparmiatore investe in una Gpf non vengono investiti direttamente in azioni o obbligazioni, ma in fondi comuni o Sicav, diversificando su vari prodotti. Buona parte delle Gpf investono solo in fondi che fanno capo al medesimo gruppo bancario che si occupa della Gpf stessa. Ci sono però anche delle Gpf, dette multimanager, che possono diversificare su fondi di diversi gestori, senza limitarsi a quelli “della casa”. Come i fondi comuni, anche le Gpf hanno un benchmark col quale si possono confrontare le performance nei diversi periodi.

Per tutti i gusti

· Al momento della sottoscrizione il risparmiatore può scegliere tra diverse linee di investimento a seconda del profilo di rischio. Tutti gli istituti che offrono le Gpf ne hanno di diversi tipi, con gestioni più prudenti o più aggressive a seconda delle proporzioni investite in fondi obbligazionari o azionari.

· Ci sono poi Gpf che implicano maggiore flessibilità sulla proporzione dedicata ai fondi obbligazionari o agli azionari: ad esempio, una Gpf può avere come vincolo quello di investire circa l’85% in fondi obbligazionari, mentre per un’altra il vincolo può essere più elastico, per esempio quello di investire una percentuale compresa tra il 50% e il 100% in fondi obbligazionari. A decidere le proporzioni sarà il gestore, al quale in quest’ultimo caso viene accordata una maggior libertà sulla gestione dei vostri risparmi.

· Un altro criterio di diversificazione è quello geografico: per esempio, ci sono Gpf obbligazionarie che hanno il vincolo, di investire solo in fondi che a loro volta investono su obbligazioni europee. Stesso discorso per quelle azionarie.

Diversificazione poco disinteressata

· Finora abbiamo descritto cosa sono le Gpf. Ora è giunto il momento di scavare e di vedere che cosa ci piace poco di questa categoria di prodotti.

· Innanzitutto, uno degli scopi delle Gpf dovrebbe essere quello di diversificare in fondi, scegliendo i migliori. Il problema è che se una Gpf investe solo su fondi riconducibili alla banca cui essa fa capo, la scelta sarà limitata e probabilmente i migliori fondi della categoria saranno esclusi. Le Gpf multimanager non risolvono del tutto il problema, poiché è vero che possono scegliere tra più alternative, ma difficilmente i gestori saranno davvero imparziali nelle scelte: difficile immaginare una Gpf di una banca che in portafoglio non abbia alcun fondo della banca stessa! Inoltre, sono verosimili accordi tra le diverse banche: io compro il tuo fondo per la mia Gpf multimanager e tu in cambio compri il mio per la tua Gpf… e così le commissioni sono assicurate per tutti e due.

Controllo ridotto

· Un’altra caratteristica negativa delle Gpf riguarda lo scarso  controllo che il risparmiatore ha sull’andamento della gestione. Infatti, se per i fondi il valore della quota è pubblicato quotidianamente, il sottoscrittore di una Gpf riceve solo una rendicontazione trimestrale. In questa sono riportati tutti i movimenti (acquisti e vendite di fondi), oltre che il confronto con il benchmark. Certo è che in tre mesi ne possono succedere di cose, e le sorprese potrebbero non mancare.

· A questo si aggiunge la maggior libertà del gestore nella politica d’investimento. Voi non potete metter becco nella gestione, salvo cambiare profilo all’interno della stessa famiglia di Gpf (operazione in gran parte dei casi gratuita). Le due cose (scarso controllo e libertà del gestore) sommate implicano rischi elevati. Questo a riprova di quanto detto prima: la fiducia in chi vi gestisce i soldi attraverso una Gpf deve essere davvero cieca.

· Osserviamo poi come le informazioni sulle Gpf siano meno trasparenti di quelle sui fondi comuni anche per il potenziale cliente. Visitando i siti internet delle principali banche, sulle Gpf si trovano al massimo delle schede che descrivono il prodotto a grandi linee, con informazioni ben più scarse di quelle che si trovano per i fondi comuni nei prospetti informativi. L’unico modo per avere informazioni dettagliate è leggere il contratto di sottoscrizione. Magari di fronte a un promotore finanziario ansioso di vendere il prodotto…

Costi moltiplicati

· Un altro punto a sfavore delle Gpf viene dai costi. Infatti, le Gpf chiedono commissioni di gestione annuali che spaziano all’incirca tra lo 0,3% e massimi anche del 5,6% del capitale investito! Il punto su cui vogliamo porre l’attenzione è però che tali commissioni vanno ad aggiungersi a quelle che già pagate sui fondi in cui la Gpf investe, anche dove i fondi siano quelli della casa.

· Diverse Gpf richiedono commissioni percentuali di acquisto (spesso decrescenti al crescere degli importi investiti) e/o commissioni per il disinvestimento, che si riducono quanto più è lungo il periodo per cui i soldi restano investiti.

· Ma non è finita qui. Infatti le Gpf hanno spesso costi fissi apparentemente innocui, ma che, sommati, incidono non poco. I costi sono citati nel contratto di sottoscrizione, ma la verifica avviene quando arriva il rendiconto trimestrale.

· Infine, segnaliamo come gli importi minimi richiesti per sottoscrivere le Gpf siano elevati: mai meno di 10.000 euro, ma nella maggior parte dei casi sono più elevati.

Meglio il fai da te

Riteniamo che gli svantaggi delle Gpf siano maggiori dei loro vantaggi; meglio allora investire direttamente in fondi, diversificando secondo i portafogli da noi consigliati e scegliendo i migliori fondi che trovate nelle nostre tabelle. Se invece non avete il tempo e la voglia di impegnarvi in tali scelte, potete investire in un fondo bilanciato coerente con il vostro profilo di rischio.

 

 

 
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