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Giugno 2003: avanti piano
 

OTTIMISMO, SENZA SBILANCIARSI

La rilevazione di giugno dell’indice Soldi Sette sulla fiducia dei risparmiatori, che fotografa la vostra percezione del futuro dell’economia, dà segnali di accresciuto ottimismo rispetto alla precedente rilevazione di marzo. Il valore dell’indice è infatti salito da 99,3 a 109,5.

· Buone notizie dall’indice Soldi Sette sulla fiducia dei risparmiatori, che a giugno è tornato a salire superando con decisione quota 100, valore che indica attese di stabilità. Vi ricordiamo che l’indice può variare da un minimo di 0, che indica il pessimismo assoluto, a un massimo di 200, completo ottimismo.

· I risparmiatori sono quindi passati dalla visione leggermente pessimista di marzo (indice pari a 99,3), ad una un po’ più ottimista. Sebbene sia lontano il massimo raggiunto alla prima rilevazione (120,2 nel marzo 2002), anche il minimo dello scorso settembre (96,8) sembra ormai acqua passata. Rilevante è la diminuzione della percentuale di pessimisti, (da 37,4% a 25,6%), mentre il 45,4% del campione è in area ottimista (dal 49,7%). Cresce poi la percentuale di chi non ha un parere preciso (da 22% a 29%), con quasi un terzo dei risparmiatori incerto: come dare loro torto in momenti così difficili da interpretare?

· Tra le diverse forme di investimento, è cresciuta la fiducia dei risparmiatori negli investimenti in titoli, (da 111,8 a 113,2), mentre è calata un poco quella nel mattone (da 112,5 a 108,7). Tra gli investimenti in titoli, il grafico qui sotto mostra maggiore ottimismo sia nelle obbligazioni (da 105,3 a 106,5), sia soprattutto nelle azioni (da 103,5 a 108,5).

La ripresa delle Borse si è fatta sentire…

L’indagine riflette l’andamento positivo delle principali Borse negli ultimi mesi, con Piazza Affari che ha messo su il 20,4% ad aprile, il 4,6% in maggio mentre ha perso lo 0,41% a giugno, mese che però risente dello stacco dei dividendi di molte società.

· Simili performance non possono che dare fiducia ai risparmiatori, che però non sono così ingenui da diventare incondizionatamente ottimisti. Gli ultimi anni hanno insegnato ad andare coi piedi di piombo sulle aspettative, evitando di illudersi alle "prime rondini". Tanto più che le notizie sull’andamento dell’economia europea non sono certo incoraggianti.

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