Marzo 2003: la guerra pesa sui risparmiatori
|
LA GUERRA PESA SUI RISPARMIATORI?
Dall'ultima indagine condotta per l'Indice Soldi Sette sulla fiducia dei
risparmiatori risulta che gli italiani sono incerti, ma non pessimisti sul
futuro. Il valore dell'indice, che fotografa le attese sulla situazione
finanziaria delle famiglie, nella rilevazione di marzo è infatti sceso a 99,3
dal 101,3 di dicembre (l'indice va da un minimo di zero, forte pessimismo, a un
massimo di 200, ottimismo alle stelle; 100 indica incertezza nei confronti del
futuro). Il calo della fiducia è stato lieve, e mostra come voi lettori siate
equamente divisi tra ottimisti e pessimisti, con molti indecisi. Se vi si
chiede, però, l'opinione su singole voci di investimento prevale l'incertezza:
il 73% non sa se essere ottimista sugli investimenti in immobili, il 64% su
quelli in azioni, il 72% su quelli in obbligazioni, ma prevalgono gli ottimisti
tra chi non è indeciso. La guerra era attesa da così tanto tempo che il suo
impatto sulla percezione del futuro nelle famiglie è stato minimo. L'alta
percentuale di chi ha risposto "non so" (in crescita rispetto a un anno fa) è
figlia del conflitto e dell'11 settembre, ed è copia fedele della realtà che
rappresenta: una Borsa altalenante dominata dalle incertezze. Investire, quindi,
o non investire? I prezzi delle azioni sono scesi così tanto che in giro ci sono
alcune occasioni interessanti. Tuttavia, visti i risultati della nostra
indagine, vi confermiamo l'idea che la strategia vincente è quella di chi
investe per il lungo periodo. Da qui a pochi mesi i mercati continueranno in
altalena. Forse comparirà ogni tanto qualche occasione di speculazione, ma la
Borsa, nel complesso, rinvia le soddisfazioni più in là nel corso dell'anno.
 |

|