1. Il primo criterio che guida le nostre scelte di
investimento è la tipologia dell'obbligazione, se si tratta cioé di un titolo a
tasso fisso o variabile. Nella maggior parte dei casi, tra i due preferiamo
quelli a tasso fisso : gli unici per i quali si conosce con certezza l'importo
degli interessi che verranno pagati fino a scadenza e per cui è possibile
calcolare fin dal momento dell'acquisto il rendimento annuo ottenibile.
2. Altro criterio fondamentale è la valuta in cui è
espressa l'obbligazione. Oltre agli investimenti in euro, consigliamo di
dedicare una parte dei risparmi alla corona svedese (sek), alla
sterlina (gbp) e al dollaro statunitense (usd). Sono tutte monete attualmente
sottovalutate nei confronti dell'euro: puntando su di esse potrete sfruttare a
vostro vantaggio un loro eventuale apprezzamento (che noi prevediamo nei
prossimi anni).
3. In terzo luogo, di fondamentale
importanza è la durata dell'obbligazione. Per i motivi detti sopra, attualmente
secondo noi le obbligazioni migliori su cui puntare sono quelle aventi una
scadenza compresa tra i 7 e i 10 anni circa per i titoli in corone
svedesi, in dollari Usa e ini euro. Per le sterline inglesi privilegiamo
investimenti con scadenza tra 5 e 7 anni.
4. Inoltre, prendiamo in considerazione solo quei titoli che hanno un
grado di affidabilità superiore a un livello minimo prestabilito (nella
graduatoria elaborata dalle principali società di rating, tra cui Moody,
Standard&Poor e Fitch).
5. Tra i titoli che soddisfano i requisiti sopra descritti consigliamo quelli
che, a parità di scadenza e grado di affidabilità, offrono i rendimenti
maggiori.
Il rating delle obbligazioni
Le agenzie di rating dividono le obbligazioni in due grandi categorie: le
investment grade e le speculative grade. Approfondiamone il significato e l'uso
nelle pagine di Soldi Sette.
· Il rating è
un giudizio sull'affidabilità di Paesi e società. Viene valutato da apposite
agenzie - le più famose sono Moody,Standard & Poor e
Fitch - che analizzano la capacità di una società di ripagare i suoi
debiti. L'analisi viene effettuata sia sulla base di dati di tipo quantitativo
che sulla base di dati di tipo qualitativo. Dopo il rilascio il rating viene
comunque monitorato continuamente in modo da essere sempre aggiornato e
affidabile.
· I rating
partono da AAA (tripla A, massimo dell'affidabilità) e scendono via via seguendo
l'alfabeto fino alla D (situazione di default). Se date un'occhiata alla
tabella vi potete fare un'idea di come a diversi giudizi siano corrisposti
storicamente percentuali diverse di fallimento delle società interessate al
giudizio.
· Sulla base dei rating
noi costruiamo a nostra volta il nostro giudizio di affidabilità e in
particolare ogni settimana vi consigliamo titoli il cui rating sia compreso tra
AAA e A- o A3, a seconda dell'agenzia di rating che emette il verdetto
(indicative di una percentuale storica di fallimenti inferiori al 3% dopo 15
anni dall'emissione del giudizio). Non scendiamo mai al di sotto in quanto
riteniamo che l'investimento in titoli che vanno dalla tripla B in giù sia
rischioso, e quindi speculativo.
· Noi siamo più esigenti
del "senso comune" che considera investment grade (ossia degno di un
investimento) anche un titolo con rating inferiore a A (con percentuali di
default dopo 15 anni intorno al 7%). Questa definizione è importante. I
titoli investment grade possono venirvi cucinati in tutte le occasioni,
in prodotti del risparmio gestito che non puntano su titoli rischiosi e che ne
possono tenere in portafoglio una piccola percentuale
· Tutti gli altri titoli,
(hanno almeno una probabilità su 4 di andare in default entro 15 anni)
sono considerati speculative grade (speculativi) o, in altri termini
junk bond (in italiano obbligazione spazzatura, non indica
necessariamente un titolo-bidone, solo un titolo rischiosissimo e che offre
cedolone degne del rischio. Noi, comunque, preferiamo starne alla larga.
IL RATING
DELLE OBBLIGAZIONI
Livello di
rating
% di default
entro…
Moody
S&P
Noi
1
anno
5
anni
15
anni
INVESTMENT
GRADE
Aaa
AAA
Eccellente
0%
0,1%
0,8%
Aa1
AA+
Ottima
0%
0,3%
1,2%
Aa2
AA
Ottima
0%
0,1%
1,2%
Aa3
AA-
Ottima
0%
0,4%
1,2%
A1
A+
Buona
0%
0,5%
2,8%
A2
A
Discreta
0%
0,3%
2,8%
A3
A-
Sufficiente
0%
0,8%
2,8%
Baa1
BBB+
Rischiosa
0,2%
1,2%
6,6%
Baa2
BBB
Rischiosa
0,2%
1,4%
6,6%
Baa3
BBB-
Rischiosa
0,3%
3,2%
6,6%
SPECULATIVE
GRADE
Ba1
BB+
Rischiosa
0,6%
5,8%
26,7%
Ba2
BB
Rischiosa
0,8%
6,9%
26,7%
Ba3
BB-
Rischiosa
1,2%
12,2%
26,7%
B1
B+
Alto
rischio
2,4%
16,2%
44,6%
B2
B
Alto
rischio
7,9%
24,7%
44,6%
B3
B-
Alto
rischio
9,8%
29,1%
44,6%
Caa1
CCC+
Alto
rischio
20,4%
41,3%
60%
Caa2
CCC
Alto
rischio
20,4%
41,3%
60%
Caa3
CCC-
Alto
rischio
20,4%
41,3%
60%
NB: le percentuali sono calcolate sui dati storici di
default per i rating S&P. Questo valore non va preso alla lettera (ad
esempio dicendo che che un titolo BB+ fallisce con probabilità del 5,8%), indica
solo il livello di rischio. Né deve stupire che a 5 anni il rating AA+ conti più
fallimenti di AA: ciò che importa è che quasi nessuna società con tali rating
sia fallita nel giro di 5 anni. Trovate in nero i rating che giudichiamo
sufficienti.
Il rendimento delle obbligazioni
Il procedimento che utilizziamo per calcolare il rendimento delle
obbligazioni è piuttosto complesso. In questa sede vi suggeriamo ora una formula
semplice, ma che approssima in modo accettabile il risultato finale.
La formula
· Gli elementi da tenere in
considerazione sono il prezzo di emissione, quello di acquisto, le cedole, il
valore di rimborso, le commissioni di acquisto e il carico fiscale. · La formula semplificata è la
seguente:
r = (CN + KN / n ) / PP x 100
dove: r=
rendimento CN= Cedola annuale netta, cioè diminuita della ritenuta del
12,5%; PP= prezzo pagato, cioè il prezzo d'acquisto maggiorato delle
commissioni; KN= guadagno/perdita in conto capitale (differenza tra valore di
rimborso e prezzo di acquisto) al netto del carico fiscale e della ritenuta -
pari al 12,5% - sul disaggio di emissione (differenza tra valore di rimborso e
prezzo di emissione); n= numero di anni alla scadenza.
Un esempio concreto
Consideriamo un'obbligazione con cedola annuale pari al 5%, emessa a 98 e
acquistata il 16/02/2001 ad un prezzo di 96. Alla data di scadenza - il
15/08/2005 -viene rimborsata a 100. · Per calcolare la cedola netta dobbiamo
tenere conto dell'imposta pari al 12,5%: CN = 5 x (1 - 0,125) = 4,38. · Al prezzo d'acquisto vanno aggiunte le
commissioni che la banca vi applica al momento dell'acquisto. Queste sono libere
e noi le poniamo forfettariamente all'1%. Perciò PP = 96 + 1 = 97. · Inoltre, il carico fiscale va a incidere
anche sul valore di rimborso. Sulla differenza tra il valore di rimborso e il
prezzo di emissione va infatti applicata la ritenuta del 12,5%. Per cui il
titolo non sarà rimborsato a 100, bensì a 99,75 = 100 - ((100 - 98) x 0,125)).
· A questo punto il guadagno in
conto capitale (capital gain) netto si calcola applicando l'imposta del
12,5% sulla differenza tra il valore di rimborso netto e il prezzo di acquisto.
Per cui KN = (99,75 - 96) x (1- 0,125) = 3,28 · Il numero n di anni alla scadenza si
ottiene semplicemente dividendo il totale dei giorni che mancano a scadenza per
365 (numero di giorni in un anno). In questo caso: n = 1641:365 = 4,5. · Applicando la formula si ottiene, quindi:
(4,38 + (3,28 / 4,5)) / 97 = 0,0526 x 100 = 5,26.
Il prezzo delle obbligazioni
Le obbligazioni sono investimenti tranquilli: si comprano, quindi si
tengono in portafoglio fino alla scadenza. Ma se qualcuno volesse sapere
comunque come evolve il loro valore nel tempo? C'è qualche mezzo per
saperlo?
Il nostro sito internet vi offre ogni venerdì una serie di dettagli - tra cui
il prezzo e i rendimenti - sulle quasi 300 obbligazioni da noi seguite. In
pratica si tratta di tutti i titoli che consigliamo ora, o che abbiamo
consigliato in passato, oltre ad altri ancora che non consigliamo, ma che sono
particolarmente rappresentativi.
…poi occorre distinguere
Per gli altri titoli occorre distinguere a seconda che siano quotati, o meno,
su mercati regolamentati - come la Borsa italiana.
Quotati in Borsa?
· Per i titoli quotati su di una
Borsa nella maggior parte dei casi è facile, basta andare sul sito della Borsa
di quotazione e cercare. Ad esempio, avete un'obbligazione indicizzata della
Provincia di Milano, a tasso variabile, con scadenza nel 2012, e quotata a
Milano? Andate su www.borsaitalia.it,
cliccate nella barra orizzontale su Mot (che sta per mercato
obbligazionario telematico) e lì fate click su Boc (dove sono le
obbligazioni delle amministrazioni locali). La troverete in un batter di
ciglio.
· Analogamente, sempre nella pagina
del Mot trovate l'accesso a BTp, CTz, BoT e ai titoli di banche o società
italiane (Carige, Intesa, Fiat…), e via dicendo. In alternativa a cliccare su
Mot se scegliete EuroMot troverete alcuni titoli di Stato
esteri.
· Per chi avesse titoli quotati a
Parigi, Amsterdam, Bruxelles o Lisbona la soluzione è nel sito della loro Borsa:
www.euronext.com. Cliccando su
Trading/ Fixed income / Bonds, accederete a una pagina di
ricerca dei titoli, per Isin (il codice identificativo del titolo), emittente o
tipologia. Ovviamente le pagine di Euronext sono disponibili anche in
francese.
· Per i titoli quotati sulla Borsa
tedesca c'è il sito www.deutsche-boerse.com una volta
selezionata la lingua (tedesco di default, oppure inglese) basta andare a destra
e inserire il codice Isin del titolo nella finestrella kurssuche o, in
inglese, price search. Non disponendo del codice Isin è comunque agevole
trovare il titolo con un click su erweiterte suche (o extended
search).
· Per i titoli quotati sulla Borsa
del Lussemburgo (il Paese è piccolo, ma la piazza finanziaria ha un suo peso) il
sito è www.bourse.lu e lì occorre cliccare su
consultation/ search da cui si accede al disclaimer e, quindi,
alla pagina di ricerca.
O quotati over the counter?
· Non è detto che una obbligazione
debba essere necessariamente quotata su di un mercato regolamentato come quelli
appena visti. Molte infatti non lo sono. Ma come si formano in questi casi i
prezzi? Con una serie di telefonate tra gli operatori, o per via telematica. In
questo caso si dice allora che l'obbligazione è quotata over the counter.
Come conoscere quali sono i prezzi?
· In questo caso potete trovare una
selezione di prezzi per le obbligazioni più diffuse sui principali giornali
finanziari che a loro volta nella maggior parte dei casi li riprendono dal
circuito Reuters.
· Le cause di una
fluttuazione nelle quotazioni delle obbligazioni vanno ricercate nei tassi
d'interesse. Il rialzo dei tassi riduce, infatti, il valore delle obbligazioni,
mentre un ribasso dei tassi lo aumenta. Come? · Un piccolo esempio ci aiuterà a
chiarirci le idee. Immaginiamo di aver acquistato un'obbligazione per un importo
pari a 10.000 euro che dà un interesse del 5% - ossia 500 euro l'anno -, per una
durata di dieci anni. Al termine di questi 10 anni riceveremo indietro i 10.000
euro del nostro investimento. · Immaginiamo che il giorno seguente l'acquisto
del titolo i tassi salgano al 5,3%. Questo significa che sarebbe possibile
acquistare un altro titolo di durata decennale che dà diritto a 530 euro l'anno,
superiore ai 500 del titolo che avevamo portafoglio. Questa nuova obbligazione è
più interessante della precedente. · Poniamo ora che decidiamo di vendere il
titolo in nostro possesso per acquistare il nuovo titolo. Non ci verranno più
corrisposti 10.000 euro, ma un il compratore può infatti decidere di acquistare
l'altro titolo che rende un po' di più. Per rendere appetibile il titolo che
stiamo vendendo dovremo concedere qualche cosa in termini di prezzo: lo potremo
vendere a poco più di 9.771 euro. Al contrario se invece attendiamo la scadenza,
rialzo dei tassi o meno, recupereremo i nostri 10.000 euro. · Il valore di
un'obbligazione è influenzato dall'andamento dei tassi d'interesse nel mercato.
Se questi salgono il prezzo si abbassa. Al contrario, se questi scendono, il
prezzo cresce. Non è teoria, ma è ciò che accade a chi ha acquistato
obbligazioni in euro un anno fa e che si è confrontato fino al mese scorso con
il rialzo dei tassi d'interesse. Se questo vale per le obbligazioni, vale anche
per i fondi obbligazionari che in queste investono.
Il prezzo delle obbligazioni e i tassi
Le cause di una
fluttuazione nelle quotazioni delle obbligazioni vanno ricercate nei tassi
d'interesse. Il rialzo dei tassi riduce, infatti, il valore delle obbligazioni,
mentre un ribasso dei tassi lo aumenta. Come? · Un piccolo esempio ci aiuterà a chiarirci
le idee. Immaginiamo di aver acquistato un'obbligazione per un importo pari a
10.000 euro che dà un interesse del 5% - ossia 500 euro l'anno -, per una durata
di dieci anni. Al termine di questi 10 anni riceveremo indietro i 10.000 euro
del nostro investimento. ·
Immaginiamo che il giorno seguente l'acquisto del titolo i tassi salgano al
5,3%. Questo significa che sarebbe possibile acquistare un altro titolo di
durata decennale che dà diritto a 530 euro l'anno, superiore ai 500 del titolo
che avevamo portafoglio. Questa nuova obbligazione è più interessante della
precedente. · Poniamo ora che
decidiamo di vendere il titolo in nostro possesso per acquistare il nuovo
titolo. Non ci verranno più corrisposti 10.000 euro, ma un il compratore può
infatti decidere di acquistare l'altro titolo che rende un po' di più. Per
rendere appetibile il titolo che stiamo vendendo dovremo concedere qualche cosa
in termini di prezzo: lo potremo vendere a poco più di 9.771 euro. Al contrario
se invece attendiamo la scadenza, rialzo dei tassi o meno, recupereremo i nostri
10.000 euro. · Il valore di
un'obbligazione è influenzato dall'andamento dei tassi d'interesse nel mercato.
Se questi salgono il prezzo si abbassa. Al contrario, se questi scendono, il
prezzo cresce. Non è teoria, ma è ciò che accade a chi ha acquistato
obbligazioni in euro un anno fa e che si è confrontato fino al mese scorso con
il rialzo dei tassi d'interesse. Se questo vale per le obbligazioni, vale anche
per i fondi obbligazionari che in queste investono.