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Saes Getters: il vuoto implode? (08/02/2010 )

Che ne pensate del titolo Saes Getters quotato a Milano? Vale la pena investirci?

· Saes Getters (5,88 euro al 5 febbraio 2010) è una società presente un po' in tutto il mondo (Usa, Cina, Corea, Giappone...) attiva da 60 anni nella cosiddetta tecnologia del vuoto. Sebbene sia nota per la produzione di getter nei tubi catodici, questo prodotto contribusce oggi per meno del 5% del fatturato.

· Il gruppo, infatti, oggi punta sulle memorie di forma (cioè quelle leghe metalliche che riprendono la loro forma, usate ad esempio nelle asticelle degli occhiali) che pesano per circa un terzo del suo giro d'affari complessivo, sugli schermi (settore information display, conta per un quinto delle vendite) e sulle apparecchiature elettroniche (energia solare, settore medicale...) che costituiscono un altro quarto del fatturato. La società è, inoltre, attiva nel settore delle lampade e dei semiconduttori.

· Saes Getters ha chiuso per molti anni con conti in ordine registrando utili per azione pari a 0,93 euro nel 2005, 1,39 euro nel 2006, 1,55 euro nel 2007 e 0,93 euro nel 2008. Poi, però, nel 2009 è stata molto colpita dalla crisi economica che la ha portata a perdere 0,72 euro per azione nei soli primi 9 mesi dell'anno (contro 0,93 euro di utile dei primi 9 mesi dell’anno precedente).

· Questo deterioramento dei conti è stato pienamente riflesso nell'andamento delle sue quotazioni che da inizio 2008 sono crollate di circa il 70%, contro un calo di "appena" il 40% registrato da Piazza Affari.

· In particolare se nel corso del 2009 e in questo primo scorcio di 2010 la Borsa di Milano è stata capace di recuperare qualcosa, Saes Getters ha chiuso il bilancio in lieve calo, non senza passare, però, per improvvise impennate (a maggio era salita di oltre il 50% rispetto a inizio anno) e crolli (a metà luglio era già tornata al punto di partenza) che ne hanno fatto un titolo comunque piuttosto rischioso.

Il 2010 inizierà con difficoltà

· Poco più di due mesi fa, presentando la terza trimestrale in rosso, il gruppo prevedeva che anche il 2010 sarebbe iniziato con un primo semestre difficile e un secondo semestre in miglioramento, con un anno che vede il fatturato globalmente in calo rispetto al 2009, penalizzato da una situazione non favorevole a livello di cambi, ma utili industriali in recupero e pari a circa un quinto delle vendite (sono stati circa il 15% nei primi 9 mesi del 2009). A questo raddrizzamento dei conti dovrebbe contribuire la riduzione dei costi legata a un'opera di razionalizzazione già in corso.

· A livello di conti, il rapporto tra il prezzo di Borsa e il valore contabile della società (cioè il valore della società se si liquidasse oggi) è intorno a quota 1,25, un valore non molto elevato che, tuttavia, è tale anche perché tiene conto delle difficoltà attuali. Il venir meno di perdite straordinarie e il calo dei costi ci fanno propendere per un utile intorno a 0,40 euro per azione nel pur difficile anno 2010.

· Il rapporto prezzo utili (cioè il numero di anni con cui l'azienda è capace di ripagare da sola l'acquisto del titolo) è, quindi, intorno a quota 14.

· Vale la pena investirci? Per noi no: al di là della crisi economica che ha inciso, ad esempio, sui semiconduttori, in alcuni altri settori in cui la società è attiva il declino sembra segnato anche da problemi strutturali. Ad esempio nel settore degli schermi a cristalli liquidi c'è il problema della concorrenza a basso costo di produttori asiatici e della concorrenza tecnologica di nuovi prodotti. Un altro esempio è fornito dal settore dei tubi catodici già piccolo è ancora più ridotto al lumicino. Vero, ci sono segmenti promettenti come quello delle memorie di forma che nel terzo trimestre 2009 ha triplicato le vendite, ma ai prezzi attuali non ci sembra il caso di puntare su una società che sembra affrontare una fase di riposizionamento sul mercato e che, oltretutto, in Borsa risulta essere molto ballerina.

SAES GETTERS: UN LEONE CHE BALZA E INCIAMPA

Saes Getters (in grassetto, base 100 le azioni ordinarie, la linea sottile indica le azioni di risparmio) in 10 anni ha saputo fare molto meglio della Borsa di Milano (linea intermedia), ma ha subito anche crolli ben peggiori. La capitalizzazione di circa 130 milioni di euro ne fa tra l'altro un titolo piccolo anche per il listino di casa nostra.

 



Corona danese in euro

 

Controlli doganali

La circolazione dei capitali in seno all’Unione europea è libera. Tuttavia i controlli doganali non sono stati soppressi. Infatti, anche se la circolazione dei capitali è libera l'esportazione di capitali superiori ai 12.500 euro deve essere ancora dichiarata.

 

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