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Produzione industriale in Italia: made in Italy in difficoltà (10/02/2010)
Il mercato si aspettava un passo indietro per la produzione
italiana, che però si è rivelato più ampio del previsto.
Dato attuale: -0,7% Attese: -0,1% Periodo
di riferimento: dicembre 2009 Dato precedente: +0,4% (novembre
2009)
Scivolone imprevisto per l’industria domestica: la produzione
industriale in Italia arretra a dicembre dello 0,7% mensile, contro il +0,4%
registrato nel mese precedente (i dati sulla produzione industriale nel mese di
novembre sono stati rivisti rispetto alla prima pubblicazione). Il mercato
era preparato a un calo, ma solo dello 0,1%. Rispetto a dicembre 2008, la
produzione è calata del 5,6%: un bilancio ancora pesante, anche se in
miglioramento rispetto al -7,8% annuo di novembre.
A rendere ancora più deboli i dati di oggi è il fatto che a
limitare i danni hanno contribuito solo i settori produttivi legati alle spese
meno “impegnative”; manca invece la fiducia nel futuro e la voglia di lanciarsi
in spese sì più pesanti, ma anche “costruttive” per la crescita economica
futura.
La produzione di beni di consumo sale infatti dell’1,7% mensile
(-0,3% annuo), trascinata però solo dai beni di consumo non durevoli (+2,2%
mensile, +1,6% annuo). I beni di consumo durevoli restano invece fermi al
livello di novembre (-9,7% il calo annuo). Quanto ai beni strumentali, arretrano
sia rispetto al mese precedente (-1,6%) sia rispetto a un anno fa (-10%).
PRODUZIONE INDUSTRIALE: SAPERNE DI PIÙ
Descrizione. Indica la
variazione delle quantità di beni e di energia prodotti sia per il consumo
interno sia per le esportazioni.
Punti di
forza. È considerato un buon indicatore dello stato di salute dell’economia.
Punti di
debolezza. L’effetto “anticipatore” è molto attenuato dal fatto che il dato
non è particolarmente tempestivo (è pubblicato oltre un mese dopo il periodo di
riferimento).
È in grado di
influenzare i mercati? Sì. Innanzitutto perché fornisce un’idea dello stato
dell’economia senza attendere i dati sul Pil (la ricchezza complessivamente
prodotta da un Paese). Inoltre, il rapporto tra la produzione industriale e il
livello della capacità produttiva (rapporto indicato come grado di utilizzo
della capacità produttiva) è considerato un buon indicatore delle future
dinamiche inflazionistiche.
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