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Beige Book: sarà solo colpa del maltempo? (04/03/2010)
Attività in crescita, ma forti timori sul mercato del lavoro. A
aumentare la disoccupazione ha contribuito anche il maltempo, ma ci sono anche
problemi “strutturali”.
Dopo una fase di ottimismo abbastanza sostenuto, la Fed sembra
tirare un po’ il freno. Il Beige Book (il suo bollettino periodico
pubblicato otto volte l’anno, che servirà anche come “base” per la prossima
riunione del 16 marzo) parla sì di un’economia Usa che continua la fase di
miglioramento, specialmente nel settore manifatturiero e dei servizi, mentre le
spese per consumi cominciano gradualmente ad aumentare. Il miglioramento è però
graduale, anche più graduale del previsto: i progressi coinvolgono solo 9
distretti su 12, contro i 10 indicati nel Beige Book precedente.
Le maggiori preoccupazioni continuano a riguardare il mercato del
lavoro: tra le righe del rapporto si possono intuire consistenti timori su un
possibile nuovo aumento del tasso di disoccupazione, attualmente al 9,7%. Timori
in parte dovuti alle condizioni meteo, il maltempo e le tempeste hanno infatti
impedito il regolare svolgimento di molte attività.
Ma basta questo elemento a giustificare tutte le incertezze che
ancora caratterizzano il mercato del lavoro? Secondo noi no, e anche il mercato
sembra pensarla in questo modo (infatti le prime reazioni dopo la pubblicazione
del Beige Book sono state negative). Se questi fattori “congiunturali”
hanno certo pesato, i problemi permangono anche a livello “strutturale”: la
Fed dovrà tenerne conto nella propria politica monetaria, che non potrà
virare in maniera troppo brusca su una strada più restrittiva. Non ci aspettiamo
perciò manovre sui tassi nella prossima riunione: la nostra strategia sui
bond Usa rimane invariata, puntate sulle scadenze comprese tra 7 e 10
anni.
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