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AB InBev (08/03/2010)
Consumi americani in crisi
Prezzo al momento dell'analisi (05/03/2010): 36,35 euro
Avendo già una redditività elevata, AB Inbev dovrà
impegnarsi a fondo per generare una crescita degli utili adeguata e duratura.
Secondo l’azione è cara. > Vendere
Per il primo anno completo integrante Anheuser-Busch (acquisita
a caro prezzo nel 2008) AB InBev (ABI.BR) ha presentato un bilancio in
chiaroscuro, con una crescita del 2,5% per il fatturato (a parità di società
incluse nel gruppo) e del 7% per l’utile per azione (1,38 euro senza i
guadagni sulle cessioni) grazie soprattutto al recupero del dollaro. Malgrado i
successi in Brasile (+10% i volumi venduti) in totale i volumi di vendita sono
diminuiti dello 0,7%, con un calo preoccupante soprattutto in Nord America (-2%
annuo e -2,7% nel quarto trimestre), il mercato principale del gruppo (42% delle
vendite). Quanto al debito, anche se è stato ridotto un po’ più rapidamente del
previsto (aumento di capitale e
disinvestimenti), resta elevato. Con un’attività che gira al rallentatore, il
gruppo dovrà necessariamente sorvegliare gli investimenti e fare delle nuove
economie, una strategia non facile da attuare quando si devono difendere le
quote di mercato di fronte a una concorrenza agguerrita. Infine il dividendo 2009 si limita a un
rendimento lordo dell’1%. Per il 2010 e il 2011, prevedendo degli oneri
finanziari ridotti, manteniamo invariate le stime sull’utile per azione a rispettivamente
1,8 e 2euro.


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