|
Produzione industriale in Italia: il 2010 parte con un colpo d'acceleratore (10/03/2010)
Dopo due anni di difficoltà la produzione industriale italiana torna
a mettere a segno un consistente progresso mensile.
Dato attuale: +2,6% Attese: +0,6% Periodo
di riferimento: gennaio 2010 Dato precedente: -0,2% (dicembre
2009)
Decisamente meglio del previsto i dati sulla produzione industriale
italiana a gennaio: non solo si è tornati al segno più (a dicembre la produzione industriale era calata
dello 0,2% mensile, dato rivisto rispetto alla prima pubblicazione) ma la
crescita ha anche superato le aspettative: +2,6% rispetto a dicembre, il mercato
aveva scommesso su un più modesto +0,6%. Era da gennaio 2008 che la produzione
industriale italiana non registrava un progresso mensile così robusto.
Grazie a questo risultato torna in positivo (seppur di poco) anche
il confronto rispetto a un anno fa: +0,1% annuo, contro il -5,4% di dicembre
2009 rispetto a dicembre 2008.
A rafforzare ancora di più l’impressione positiva c’è poi il fatto
che la crescita si è concentrata soprattutto nei settori più “pesanti”, quelli
che solitamente fanno fatica a ripartire perché richiedono spese notevoli e
quindi un discreto grado di fiducia nel futuro.
La produzione di beni di consumo, ad esempio, aumenta dell’1%
mensile (+2% annuo) grazie al +3,3% mensile dei beni di consumo durevoli (+0,6%
annuo), mentre i beni di consumo non durevoli arretrano dello 0,1% mensile
(+2,3% annuo). Bene anche la produzione di beni strumentali, con un +3,3%
mensile (+1,3% annuo).
PRODUZIONE INDUSTRIALE: SAPERNE DI PIÙ
Descrizione. Indica la
variazione delle quantità di beni e di energia prodotti sia per il consumo
interno sia per le esportazioni.
Punti di
forza. È considerato un buon indicatore dello stato di salute dell’economia.
Punti di
debolezza. L’effetto “anticipatore” è molto attenuato dal fatto che il dato
non è particolarmente tempestivo (è pubblicato oltre un mese dopo il periodo di
riferimento).
È in grado di
influenzare i mercati? Sì. Innanzitutto perché fornisce un’idea dello stato
dell’economia senza attendere i dati sul Pil (la ricchezza complessivamente
prodotta da un Paese). Inoltre, il rapporto tra la produzione industriale e il
livello della capacità produttiva (rapporto indicato come grado di utilizzo
della capacità produttiva) è considerato un buon indicatore delle future
dinamiche inflazionistiche.
|