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Sussidi di disoccupazione Usa: solo una piccola limatura (11/03/2010)

Il calo delle richieste di sussidio è stato molto più timido rispetto a quello pronosticato dal mercato.

Dato attuale: 462.000
Attese: 450.000
Periodo di riferimento: settimana chiusa il 6 marzo 2010
Dato precedente: 468.000 (settimana chiusa il 27 febbraio 2010)

Dopo il consistente ridimensionamento registrato la scorsa settimana, quando le richieste di sussidio sono calate a 468.000 (il dato è stato rivisto rispetto alla prima pubblicazione), il mercato si aspettava che le richieste proseguissero sulla stessa lunghezza d’onda, calando fino a quota 450.000.

Il calo, effettivamente, c’è stato, ma si è rivelato nettamente più contenuto rispetto a quello stimato: le richieste si sono infatti attestate a 462.000 unità.

Torna così a crescere la media delle ultime quattro settimane, che nell’ultima rilevazione era invece in calo: passa da 470.500 a 475.500.

Infine, tornano a salire anche le richieste continuative: da 4,521 a 4,558 milioni.

Nel complesso, i dati pubblicati oggi non hanno certo brillato: il mercato del lavoro negli Usa resta ancora in una fase di debolezza.

SUSSIDI DI DISOCCUPAZIONE USA:
PER SAPERNE DI PIÙ

Descrizione. Settimanalmente, il Dipartimento del Lavoro Usa pubblica il numero di nuove richieste di sussidi di disoccupazione. È un indicatore dell’andamento dell’economia americana, perché un aumento delle richieste di sussidi sono un segnale di difficoltà: un maggior numero di disoccupati si traduce infatti in minori consumi, con conseguenze negative sul Pil (la ricchezza complessivamente prodotta nel Paese).

Punti di forza. È un dato tempestivo, che permette di anticipare gli andamenti di altri indicatori dello stato di salute del mercato del lavoro pubblicati mensilmente (come la disoccupazione o le non farm payrolls, il numero di buste paga escluso il settore agricolo).

Punti di debolezza. Essendo settimanali, i dati sono “di corto respiro” e sono soggetti a frequenti mutamenti, legati anche alla stagionalità.

È in grado di influenzare i mercati? Sì, soprattutto quando ci sono segnali di difficoltà per l’economia americana: la sua tempestività permette infatti di cogliere quasi “in tempo reale” i segnali di ulteriore peggioramento.



Cash-flow

Nei conti di una società, il cash-flow rappresenta tutte le entrate di cassa meno le uscite. Il cash-flow dà un’idea della capacità di una società di generare liquidità e di effettuare nuovi investimenti senza doversi indebitare.



Stop loss

Quando il prezzo di un titolo in portafoglio comincia a scendere, è possibile determinare una perdita “massima” oltre la quale far scattare la vendita, in modo da evitare perdite ancora superiori. Questo limite massimo è detto appunto stop loss.

 


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