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Ristrutturazione del debito: se ne riparla a Pasqua (12/03/2010 )
La Quaresima in cui ci tiene l'Argentina sembra non finire mai:
nuovi rinvii fanno pensare che lo scambio tra vecchi bond in default e nuovi
bond slittera' a inizio aprile.
· Per ora le montagne di
debiti non pagati da Buenos Aires non hanno ancora partorito il loro topolino.
Dalle ultime dichiarazioni del ministro dell'economia Amado Boudou pare che
l'Argentina si aspetti per questa settimana una risposta da parte delle autorità
di Borsa Usa sul che cosa fare per riaprire lo scambio tra titoli in default e
nuovi titoli.
· Il continuo susseguirsi
di pause e interruzioni in un progetto di ristrutturazione del debito che doveva
partire subito dopo Natale è imputabile ai problemi interni dell'Argentina che
vi sono ben noti: le mani dell'esecutivo sui soldi della Banca centrale, le polemiche sulla
corretta misurazione dell'inflazione da parte dell'istituto di statistica
nazionale. Questo secondo alcuni osservatori starebbe, infatti, barando su
pressione del governo perché un dato sull'inflazione relativamente basso (siamo
intorno all'8% annuo nel 2009, contro il 20% stimato da molti osservatori)
permetterebbe all'Argentina di pagare cedole meno salate su alcuni bond
indicizzati. E, giustamente, le autorità Usa, prima di autorizzare un prospetto
stanno cercando di vederci il più chiaro possibile, anche perché è oramai
evidente che la presidente Fernandez è disposta a fare il tutto e per tutto in
vista delle elezioni del prossimo anno. Tanto che la coppia presidenziale (il
marito della presidente Fernandez è stato a sua volta presidente) ha appena
dichiarato che governeranno fino al 2020.
· La palla delle
approvazioni del prospetto da parte delle autorità di controllo del mercato non
si fermerà solo in campo Usa, ma arriverà anche in Europa: in Lussemburgo e in
Italia. C'è da augurarsi che anche la nostra Consob faccia con molta cura il
proprio mestiere.
E intanto Parmalat attende...
· I risarcimenti dagli Usa per chi ha subito
danni nel crack Parmalat sono ancora in alto mare. Così ci ha fatto intendere il
tribunale Usa da noi contattato per sapere quando sarebbero arrivati i soldi.
Sono infatti alle prese con nuove richieste al giudice e con molte scartoffie,
ma non possono dividere i soldi del risarcimento finché non avranno chiaro
l'elenco dei creditori fino all'ultimo centesimo. Per avere notizie fresce ci
hanno invitati a ricontattarli... tra qualche mese.
· Non tutti i mali vengono, tuttavia per
nuocere, la crisi greca sta facendo scivolare l'euro e, di converso, recuperare
il dollaro. Visto che parte del risarcimento sarà in dollari se il pagamento
avverrà con l'euro ai minimi sarà tutto grasso che cola.

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