Ordini di beni durevoli Usa: dicembre in grande spolvero
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Chiarimenti finanziari:
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26 gen 2012
Meglio delle attese il calo degli ordini di beni durevoli
Dato attuale: +3%
Attese: +2%
Periodo di riferimento: dicembre 2011
Dato precedente: +4,3% (novembre 2011)
Attese: +2%
Periodo di riferimento: dicembre 2011
Dato precedente: +4,3% (novembre 2011)
Salgono, e più delle attese, gli ordini di beni durevoli Usa a dicembre. Rispetto al mese precedente, infatti, l’aumento è del 3%, superiore alle attese del mercato (+2%).
Ottimo è stato il risultato del settore dei trasporti, che ha conosciuto un +3%. Tuttavia, senza questo settore gli ordini di beni durevoli hanno conosciuto un aumento del 2,1%. E questo è un dato positivo, in quanto le attese per i beni durevoli senza i trasporti erano di un incremento dello 0,9%.
Il settore trasporti è stato trainato dagli ordini di aerei non destinati alla Difesa, che a dicembre hanno conosciuto un +88%%.
Negativo, invece, l’apporto della spesa pubblica: senza la Difesa, infatti, gli ordini sarebbero aumentati del 3,5%. Infatti, il +8,4% degli ordini di aerei destinati alla difesa è stato più che controbilanciato dal -12,4% degli ordini di beni di capitale destinati alla Difesa.
ORDINI BENI DUREVOLI: PER SAPERNE DI PIÙ
Descrizione. I beni durevoli sono prodotti industriali con una vita attesa di almeno un anno; sono quindi compresi i prodotti “intermedi”, come i macchinari e gli impianti, ma anche i beni destinati al consumo finale (mobili, auto, tv, elettrodomestici...). L’andamento degli ordinativi di questi beni è monitorato dal Dipartimento del Commercio americano, che svolge un’indagine mensile presso 4.200 aziende localizzate negli Stati Uniti e raggruppate in 89 categorie aziendali.
Punti di forza. Permette di ottenere una buona indicazione dello stato di salute dell’industria, in quanto la maggior parte della produzione industriale è fatta su ordinazione.
Punti di debolezza. Come per tutte le indagini “campionarie”, la rapidità nella diffusione dei dati può andare a discapito della loro accuratezza nel fotografare la situazione complessiva del Paese. Inoltre, il “campione” è sbilanciato verso le grandi imprese (che effettuano spedizioni per almeno 500 milioni di dollari l’anno) e comprende solo un numero limitato di piccole imprese.
È in grado di influenzare i mercati? Sì, perché riassume in modo soddisfacente l’andamento dell’economia (particolarmente significativo il dato al netto dei settori difesa e trasporti, vista la volatilità degli ordini in questi comparti). I beni “intermedi” sono una buona approssimazione degli investimenti, mentre i beni “finali“ danno un’idea dell’andamento dei consumi. Gli investimenti e i consumi, a loro volta, sono due componenti molto importanti del Pil, la ricchezza complessivamente prodotta da un Paese.


