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Oro come presidio di sicurezza


Argomento trattato anche in:

La crisi economica

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28 nov 2011


Scenario default Italia: comprare oro fisico
· In caso di fallimento dell’Italia e di disordini sociali, tenere a casa delle monete d’oro può essere una soluzione per proteggere il vostro capitale. Come mai monete fisiche? L’Etfs gold bullion securities (123,6 euro) consigliato fino a oggi non andrebbe bene: è vero che i vostri soldi vanno a finire in lingottini d’oro realmente esistenti e custoditi nella banca inglese Hsbc, ma comunque avete in mano un certificato di “carta”. Le contrattazioni di Borsa potrebbero essere sospese e, soprattutto se investite tramite una banca italiana (vedi Soldi Sette n° 956), potrebbe essere difficile collegare il vostro investimento al lingottino.
· Per questo meglio tenere dell’oro fisico. L’investimento in oro fisico è penalizzato sia dalle commissioni elevate praticate dai gioiellieri (differenze tra prezzo d’acquisto e vendita che arrivano anche al 20%, vedi indagine su Soldi Sette n° 670) sia dal pagamento dell’Iva. In emergenza, però, l’obiettivo è cercare quanto più possibile di tenere il capitale, senza badare troppo al rendimento. L’ideale sarebbe, quindi, quello di abbinare l’acquisto di monete d’oro a cassette di sicurezza per proteggersi da furti in casa.
 
Scenario maretta, ma non fallimento? Mantenere
· Chi non crede al fallimento, ma al proseguimento della tensione sui mercati, può mantenere l’Etfs gold bullion securities. In questo scenario la fuga dal rischio degli investitori dovrebbe continuare, esaltando il ruolo di bene rifugio dell’oro. Lo confermano gli acquisti record fatti nell’ultimo trimestre da diverse Banche centrali mondiali.
· Occhio, però, che il perdurare della crisi potrebbe portare diversi gruppi finanziari in crisi di liquidità a far cassa vendendo oro. È quanto ha fatto uno dei fondi d’investimento più importanti al mondo (Paulson), che per far fronte ai riscatti del trimestre scorso ha venduto investimenti in oro per ben dieci miliardi di dollari.
· Per questo motivo, pur ritenendo le prospettive dell’oro positive, il consiglio migliore è quello di mantenere.
 
Tutto alla fine si risolve? Mantenere
La risoluzione delle tensioni sui debiti pubblici potrebbe riportare fiducia negli investitori e spingerli a investire più su attività rischiose, come le azioni. Questo potrebbe essere uno scenario negativo per l’oro. È però altrettanto vero che una soluzione della crisi potrebbe arrivare grazie anche a una politica di bassi tassi d’interesse da parte della Banca centrale europea: fatto che potrebbe determinare una corsa dell’inflazione. E l’oro è considerato uno dei porti sicuri per proteggersi dal carovita. Per questo la domanda di oro potrebbe comunque reggere. Morale: riteniamo che anche in previsione di questo scenario al momento il consiglio corretto sugli investimenti in oro sia quello di mantenere.
 
Che fare con i titoli delle miniere d’oro?
·L’investimento in azioni delle miniere d’oro è più rischioso rispetto a quello in oro: come più volte detto si tratta di titoli scambiati in Borsa che, nonostante l’apprezzamento dell’oro, tendono a risentire del calo generale dei mercati. Lo abbiamo consigliato sempre solo agli speculatori. Tenendo conto di ciò, e dei tre scenari appena visti, consigliamo agli speculatori che hanno acquistato l’Etf market vectors jr gold miners (26,97 dollari) di limitarsi a mantenere il loro investimento.
·Great Basin Gold (1,01 euro), la società su cui avevamo deciso di puntare su Soldi Sette n° 905, purtroppo continua a deludere: le once d’oro vendute nel terzo trimestre non solo non sono state all’altezza delle attese, ma sono risultate in calo rispetto al secondo trimestre dell’anno. La scommessa sui livelli di produzione non è, quindi, andata a buon fine. Le riserve aurifere restano, però, consistenti: chi ha acquistato in passato può tenere duro, conscio però che i tempi della scommessa si allungano e che i rischi salgono. Chi non ha il titolo, invece, non lo acquisti (rapporto tra prezzo e patrimonio contabile ancora pari a 1).