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Perché non si può parlare di "bolle speculative" nel caso delle obbligazioni


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Ogni tanto si legge sui giornali di casi di bolle speculative obbligazionarie. Chiariamo subito una cosa: tecnicamente non possono esistere.

Il termine bolla si addice soprattutto alle azioni. Tra il 1999 e il 2001, si è parlato più volte di bolla azionaria. Ci si riferiva ai livelli fantasmagorici dei prezzi di molte azioni, che non riflettevano più il valore delle società, ma aspettative irrazionali di crescita. La bolla è poi scoppiata e le Borse sono crollate. Si può parlare anche di bolla immobiliare. Il meccanismo è simile, cambia il protagonista, il mattone.

I prezzi di mercato delle obbligazioni, riflettono il valore del rimborso delle stesse e le cedole ancora da incassare, stanti i tassi di interesse di mercato. Se c’è una variazione di tali tassi indotta dalla variazione delle aspettative sull’evoluzione dei tassi ufficiali, il valore dell’obbligazione si muove di conseguenza, e c’è un tetto massimo oltre cui il prezzo dell’obbligazione non può andare. Il prezzo di un’obbligazione non può dunque essere “gonfiato” oltre misura.