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Philips: un futuro incerto


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06 feb 2012


Prezzo al momento dell'analisi (03/02/12): 15,83 EUR
I risultati del 2011 pubblicati da Philips sono inferiori alle nostre stime, già nettamente più prudenti dei suoi obiettivi. Ma la cosa ancora più grave è che manca un valido piano di rilancio. Il titolo è caro.
>Vendere
Philips (PHG.AS) ha chiuso il 2011 con una perdita di 1,36 euro per azione. Oltre a questo deludente risultato, preoccupa il fatto che il gruppo non si impegna per rilanciare l’attività, preferendo ridistribuire tutta la liquidità generata agli azionisti pagando un dividendo molto elevato e acquistando azioni proprie (che giudichiamo care). Il gruppo ha già realizzato innumerevoli ristrutturazioni, ma gli effetti sono sempre stati più negativi che positivi (elevati costi di ristrutturazione) e oggi sta pagando a caro prezzo la mancanza di una visione strategica: non è infatti riuscito ad anticipare la prevedibile riduzione della liquidità degli ospedali americani o la crescente concorrenza asiatica nel settore dell’elettronica. Il ritardo rispetto ai concorrenti sarà sempre più difficile da colmare, soprattutto se Philips, invece di operare una vera trasformazione, continuerà a ostinarsi a rimanere su segmenti in cui è poco competitiva (piccoli elettrodomestici, prodotti per la salute). Unico elemento positivo: anche se la situazione finanziaria è peggiorata nel 2011, l’indebitamento resta molto basso. Riduciamo le stime sull’utile per azione da 0,4 a 0,14 euro per il 2012 e da 0,48 a 0,19 euro per il 2013.