Prezzi alla produzione nella zona euro: un passo indietro
Vuoi saperne di più su un'analisi pubblicata da Soldi Sette?
Hai letto un’analisi pubblicata da Soldi Sette e vuoi dei chiarimenti in merito? Gli esperti di Soldi Sette sono a tua disposizione. Che sia per spiegarti un termine tecnico un po’ difficile, o per approfondire le ragioni di un consiglio, sapranno darti risposte precise.
Chiarimenti finanziari:
02/6961577
dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 12.00
02 feb 2012
Frenano un po’ più del previsto i prezzi alla produzione nell’eurozona, grazie in particolare al comparto energia.
Dato attuale: -0,2%
Attese: -0,1%
Periodo di riferimento: novembre 2011
Dato precedente: +0,2% (ottobre 2011)
Attese: -0,1%
Periodo di riferimento: novembre 2011
Dato precedente: +0,2% (ottobre 2011)
Un po’ più freddi del previsto i prezzi alla produzione nell’eurozona: a novembre arretrano dello 0,2% rispetto al mese precedente, sostanzialmente annullando il rincaro messo a segno a ottobre. Il mercato aveva presagito un rallentamento, ma un po’ meno marcato: puntava infatti su un -0,1%.
La frenata è ancora più evidente se si guarda il bilancio annuo. A novembre i prezzi alla produzione segnano infatti un +4,3% rispetto allo stesso mese del 2010; a ottobre, il rincaro rispetto a un anno prima era del 5,4%.
A determinare il calo mensile è soprattutto il comparto dell’energia, -0,4%; questo stesso settore è però artefice di consistenti rincari annui, +9,5% (comunque meglio del +12,4% annuo segnato a ottobre).
A livello geografico, prezzi in calo mensile in molti dei principali Paesi (Germania -0,4%, Francia -0,1%, Spagna -0,1%) ma non in Italia, dove si registra un +0,1% mensile. Rispetto a un anno fa, tuttavia, il nostro Paese si ferma a un +4% (come la Germania) mentre la Francia segna un 4,6% e la Spagna un +5,2%.
INDICE DEI PREZZI ALLA PRODUZIONE: PER SAPERNE DI PIÙ
Descrizione. Misura la variazione dei prezzi dei prodotti nelle tre principali fasi del processo produttivo: materie prime, semilavorati, prodotti finiti. Traccia gli andamenti del livello dei prezzi di tutti i settori produttivi dell’economia nazionale.
Punti di forza. Fornisce un’informazione tempestiva sulle variazioni dei prezzi: un aumento nei prezzi alla produzione presagisce spesso un medesimo incremento di quelli al consumo.
Punti di debolezza. Dato che viene calcolato sull’economia domestica, non include l’effetto di variazioni dei prezzi per tutti quei beni di importazione impiegati a vari livelli nel processo di produzione di beni e servizi. Sono inoltre esclusi tutti i settori economici che non realizzano produzione di beni.
È in grado di influenzare i mercati? Sì, perché anticipa l’andamento dell’inflazione e quindi, visto che le Banche centrali si basano sui livelli di inflazione per decidere i tassi ufficiali, può influenzare indirettamente anche i tassi di mercato.


