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Prodotti Fondiaria-Sai: che fare?


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Fondiaria-Sai

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27 gen 2012


Il vostro giudizio sui prodotti Fon-Sai è cambiato dopo l’accordo tra Unipol e il gruppo Ligresti?
· No, il nostro consiglio rimane lo stesso: oltre che dalle azioni, state alla larga anche dai fondi pensione e dagli altri prodotti targati Fondiaria-Sai. L’accordo con Unipol (vedi Soldi Sette n° 964) è solo preliminare, e non è detto che si arrivi fino in fondo. Non sarà infatti così facile ottenere l’autorizzazione dell’Isvap (l’autorità di vigilanza del settore assicurativo) e dell’Antitrust su un’operazione che ridurrebbe la concorrenza nel settore, in particolare nel ramo danni dove i due gruppi insieme controllerebbero un terzo del mercato italiano. O perlomeno, l’autorizzazione sarebbe subordinata a importanti cessioni di rami di attività, in un momento in cui per trovare acquirenti potrebbe essere necessario “svenderli”.
· E ancora meno facile sarà ottenere dall’autorità di controllo dei mercati, la Consob, l’esenzione dall’obbligo di Opa su Fondiaria-Sai e Milano Assicurazioni: condizione posta da Unipol per portare avanti l’accordo. L’operazione concordata da Unipol e da Fon-Sai prevede infatti il lancio di un’Opa su Premafin, il che comporterebbe l’obbligo di lanciarne una anche sulle controllate Fondiaria-Sai e Milano Assicurazioni. Per Unipol questa tripla Opa sarebbe troppo dispendiosa, soprattutto considerando la situazione precaria delle sue finanze e considerando che già per l’Opa su Premafin Unipol dovrà ricorrere a un aumento di capitale. Ecco perchè punta a essere esentata dall’Opa su Fon-Sai e Milano Assicurazioni: la legge prevede questa possibilità nel caso di risanamento di aziende in difficoltà, ma non è detto che Unipol la spunterà. In ogni caso, pur supponendo che l’accordo con Unipol vada a buon fine, o che intervenga un altro soggetto a rilevare la maggioranza di Premafin, i problemi di Fon-Sai non sarebbero risolti. Le vere incognite stanno nelle modalità di gestione, a nostro avviso inefficienti, che generano forti perdite: senza radicali cambiamenti in questo senso, il “rosso” è destinato a proseguire e l’intervento di Unipol servirà solo a tamponare le falle nei conti, ma non a sanarle definitivamente.
· E non si possono escludere sorprese negative nei conti, tanto che Unipol, pur da “osservatore privilegiato”, si è vista mettere dei limiti alle sue possibilità di indagine. Dopo l’accordo preliminare è partita la fase di due diligence, cioè un periodo in cui il potenziale acquirente ha diritto ad acquisire informazioni sull’attività della società oggetto dell’acquisto, sulle sue strategie, sulle sue prospettive, in modo da formulare un’offerta “a ragion veduta” e non “a scatola chiusa”. Il management di Fon-Sai non ha negato questa possibilità di indagine (anche perché avrebbe significato l’interruzione delle trattative), ma ha limitato la sua autorizzazione alle informazioni aggregate. Insomma Unipol può aprire qualche armadio, ma non tutti. Non è certo un segnale positivo sull’affidabilità dei conti…
· Per questi motivi, continuiamo a consigliarvi di evitare i prodotti Fondiaria-Sai. Sul mercato ci sono alternative più o meno analoghe in termini di costi e rendimenti sia per i fondi pensione, sia per gli altri prodotti: perché rischiare?
 
E I PRODOTTI UNIPOL?
A nostro avviso, per i prodotti Unipol non è il caso di scappare: se portato a termine così come formulato ora, l’accordo sarebbe molto oneroso per le casse del gruppo, ma non al punto da minarne la stabilità. Se Unipol fosse invece obbligata a lanciare un’Opa sulle tre società del gruppo Ligresti, la situazione dei suoi conti già comincerebbe a essere più problematica: ma in tal caso, con tutta probabilità, rinuncerebbe all’acquisto.