Home » Approfondimenti » Analisi » Fondi pensione

Quella mancanza di Sicurezza


Vuoi saperne di più su un'analisi pubblicata da Soldi Sette?

Hai letto un’analisi pubblicata da Soldi Sette e vuoi dei chiarimenti in merito? Gli esperti di Soldi Sette sono a tua disposizione. Che sia per spiegarti un termine tecnico un po’ difficile, o per approfondire le ragioni di un consiglio, sapranno darti risposte precise.

Chiarimenti finanziari:

02/6961577

dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 12.00

20 gen 2012


· Il risultato ottenuto da Sicurezza è grave perché essendo destinato a chi è prossimo alla pensione (tra i 3 e i 5 anni) dovrebbe investire in titoli a breve scadenza il più possibile esenti dalle oscillazioni di mercato, in modo da salvaguardare nel miglior modo possibile l’ammontare della pensione. Cometa Sicurezza, invece, investe in BTp a 5-7 anni, titoli che sono stati colpiti dalla crisi del debito italiano e questo ha pesato sul suo rendimento, mentre in media, gli altri comparti con analoga politica di gestione hanno perso il 2,2%.
· Questa perdita è un problema per chi va in pensione ora, anche se a marzo 2010 Cometa ha però stipulato una convenzione con Unipol e Cattolica assicurazioni che prevede un rendimento minimo garantito per il comparto Sicurezza, che sarà riconosciuto nel caso in cui il risultato della gestione del comparto sia inferiore a questo rendimento minimo. Tuttavia, questa garanzia non è esente da critiche.
· Prima di tutto la presenza di un rendimento garantito minimo non giustifica comunque i risultati ottenuti dal comparto Sicurezza di Cometa e tantomeno solleva il fondo dal dover perseguire una politica di gestione che crei un valore per l’aderente: stiamo infatti parlando di soldi, il Tfr e i contributi, che il lavoratore affida al gestore per assicurarsi una rendita per quando andrà in pensione, un’integrazione sempre più necessaria data la sempre maggiore esiguità delle future pensioni pagate dall’ente previdenziale.
· Il secondo problema è che non è possibile conoscere a priori il rendimento garantito da Sicurezza, essendo questo agganciato all’andamento del Tmg (tasso massimo garantibile), un tasso fissato dall’Isvap (l’organo di vigilanza delle assicurazioni): il Tmg calcolato a gennaio di ogni anno, infatti, avrà valore per tutti i conferimenti versati a sicurezza dal 1° maggio dell’anno in corso al 30 aprile dell’anno successivo. Poiché a gennaio 2010 e 2011 il Tmg è stato del 2,5%, i conferimenti dal 1/05/10 al 30/04/11 e dal 1/05/11 al 30/04/12 hanno un rendimento del 2,5%. Quanto sarà per il 2012-2013 oppure tra 5 anni? Non si può sapere: dipenderà dal livello futuro del Tmg.
· Inoltre il rendimento minimo garantito non è nemmeno certo di superare l’inflazione. Infatti, se per lo stesso periodo del 2010 il carovita ha segnato un +1,6%, per il 2011 è stato del 2,9%, dunque superiore al rendimento garantito da sicurezza. E avere come garanzia la rivalutazione dei propri investimenti in un fondo non è certo una chimera, dato che il comparto garantito di Fonte offre come garanzia “la restituzione del capitale rivalutato in base all’inflazione europea”.
· Infine c’è un ultimo aspetto da considerare. Se il rendimento di Sicurezza è stato inferiore al Tmg, la compagnia assicuratrice deve comunque riconsocere questo rendimento, pagando di tasca propria. Finchè il numero di riscatti è basso, questo costo è sostenibile, ma se tutti i fondi pensione dovessero bruciare ricchezza, è proprio sicuro che alla fine ci saranno soldi per tutti coloro che andranno in pensione? Questo è il nodo della questione: ci deve essere una buona gestione dei contributi dei lavoratori, che creando ricchezza evita tutti questi problemi, ma purtroppo Cometa, in questo, zoppica. A testimonianza di ciò, applicando, la nostra metodologia di valutazione (che valuta un fondo su un arco di 3 anni confrontandolo con ben 5 parametri diversi – vedi www.soldi.it/metodologia), questo comparto ottiene un voto insufficiente: 5,7.
· Come detto a pagina 1, perché costringere un lavoratore ad avere un solo fondo pensione di categoria a cui aderire, magari anche con una politica di gestione insufficiente, invece che lasciare liberi i lavoratori di scegliere il proprio fondo?