Reverse convertible: se le conosci, le eviti
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Chiarimenti finanziari:
02/6961577
dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 12.00
· Il reverse convertible è un
titolo obbligazionario, spesso di breve durata, il cui rendimento è collegato
all'andamento di una particolare azione. Alla scadenza il risparmiatore potrà
incassare una cedola più elevata di quelle offerte sul mercato da obbligazioni
di pari durata. Inoltre, sempre alla scadenza, gli verrà rimborsato o il
capitale investito o un numero di azioni prefissato all’origine. Riceverà il
rimborso in denaro se il prezzo dell’azione alla data di scadenza sarà uguale o
superiore a un prezzo base prefissato. In caso contrario otterrà in cambio una
quantità di azioni prestabilita. Insomma, se le azioni vanno bene, se le
tengono, se vanno male, le danno a voi. Alcuni reverse convertible sono
accompagnati dalla clausola knock–in che rende meno probabile il rimborso
sotto forma di azioni.
Per esempio: un knock–in pari al 70% significa
che a scadenza il portatore riceverà azioni, anziché il rimborso del capitale,
se il prezzo dell’azione fosse non solo inferiore al prezzo base, ma anche se
sia stato almeno una volta, nel corso della vita del reverse convertible,
uguale o inferiore al 70% del prezzo base. Va precisato, però, che a parità di
condizioni un reverse convertible con clausola di knock–in offrirà
una cedola inferiore a uno stesso titolo sprovvisto di detta clausola.
· È chiaro che un reverse convertible
espone comunque l’investitore al rischio tipico di un titolo azionario. È
ridotto grazie alla presenza della cedola, ma resta comunque.
· Inoltre il grado di liquidità di un
reverse convertible, e quindi la possibilità di vendere e di liberarsi
del titolo, sarà sempre inferiore, a volta di gran lunga, a quello associato
all’azione sottostante.
La nostra opinione
· Venduti con l’abbaglio dell’alta
cedola, i reverse convertible sono come un grasso verme su di un amo
– per chi di pesca ci capisce, come una cigliegia. Una trappola per il
risparmiatore che abbocca.
·
Calcolarne il rendimento è un lavoro da professionisti: il risparmiatore non ha
né le conoscenze né gli strumenti per dare a queste obbligazioni il giusto
valore. Gli emittenti lo sanno benissimo e su questo speculano.
Per quella
che è stata la nostra esperienza di valutazione di questi prodotti, il
risparmiatore guadagna solo quando è statisticamente improbabile – e siamo
cortesi – che lo faccia.




