03 feb 2012
· In questi giorni fa davvero freddo e se riusciamo a combatterlo nel calduccio delle nostre abitazioni è grazie anche al prezioso gas che importiamo dalla Russia. Ma il freddo non è solo meteorologico: qui da noi è anche economico, vista la crisi e i timori di recessione. In Russia, invece, l’economia sembra andare a gonfie vele: nel 2010 la ricchezza reale del Paese (quella al netto dell’inflazione) è salita del 4% e il 2011 potrebbe essersi chiuso in modo ancora più brillante (le prime indicazioni danno un +4,2%).
· Inoltre, il Paese registra deficit pubblici molto contenuti – in media negli ultimi due anni meno del 2% del Pil (la ricchezza prodotta dal Paese) contro il 6% medio per l’eurozona nel 2010 – e ha un debito pubblico pari al 10% del Pil – per la Germania lo stesso dato è vicino al 90%.
· Con la crisi in Europa, le esportazioni di energia dovrebbero rallentare, ma la domanda dei consumatori russi, i cui salari in termini reali sono aumentati a un ritmo del 4% annuo, dovrebbero comunque trascinare la crescita del Paese. Ci aspettiamo che il Pil reale cresca del 3% nel 2012 e del 3,5% nel 2013 (per l’eurozona ci aspettiamo un +0,1% nel 2012 e un +1% nel 2013), rendendo il Paese la terza economia più dinamica del mondo dopo Cina e India.
Rubli? No, grazie!
Per approfittare di queste prospettive secondo noi non conviene investire in titoli di Stato russi. I rendimenti di un titolo decennale sono, al netto di tasse e commissioni bancarie dell’1%, pari a circa il 6,7%. Per i titoli di Stato italiani siamo poco sotto il 5% netto: rischi per rischio – i russi nella lora storia di default ne hanno già fatti – meglio restare a casa nostra. Inoltre questi bond sono quotati sulla Borsa di Mosca, quindi le commissioni che vi praticherà la vostra banca potrebbero essere più salate (e i rendimenti, quindi, più bassi). Infine, sono bond in rubli, valuta che secondo i nostri modelli di calcolo è sopravvalutata rispetto all’euro. Non ve li consigliamo.
Borsa? Come una ballerina
· La Borsa di Mosca ci sembra, invece, una soluzione più interessante. Secondo i nostri calcoli ai prezzi attuali è nel complesso conveniente. Per esempio, il rapporto prezzo/utili medio per le società del listino (pensate a questo indicatore come al prezzo al metro quadro delle case: più è basso più la casa è conveniente) è infatti pari a 6,5 contro il 10,4 delle Borse europee e l’11,8 di New York. E che anche il rapporto prezzo/valore contabile è dell’1,16 contro l’1,21 dell’Europa e l’1,86 di New York.
· Occhio, però: se il listino è su valori così bassi il motivo potrebbe anche essere legato a una sorta di diffidenza del mercato nei confronti delle ingerenze politiche nella gestione delle società russe. Il caso di Yukos – società energetica collassata a inizio anni 2000, ufficialmente per irregolarità contabili di natura fiscali, ma, secondo molti, per il contrasto dei vertici con il Cremlino – brucia ancora e potrebbe non essere stato l’unico. Inoltre la Borsa, che dipende molto dalle oscillazioni del petrolio per l’elevata presenza di titoli del settore energetico, è molto volatile.
· Per queste ragione la consigliamo, ma solo a chi è conscio di correre qualche rischio in più: pesa per il 5% dei nostri portafogli dinamici a 5, 10 e 20 anni.
I miglior modi per puntare su Mosca
· Il modo migliore per investire sulla Borsa di Mosca è tramite un Etf quotato a Piazza Affari. Potete scegliere tra il Lyxor Etf Russia (Dj Rusindex Titans 10) (33,23 euro), che punta su dieci titoli del listino e ha la migliore combinazione tra bassi costi di gestione e elevata liquidità (significa pagare un minore spread denaro-lettera), o l’Etf Db X-trackers Msci Russia capped Etf (23,88 euro), che è un po’ meno scambiato del Lyxor, ma offre una maggiore diversificazione (punta su circa 30 titoli del listino di Mosca). Non prendete in considerazione, invece, i fondi comuni: tutti, tra quelli con almeno cinque anni di vita, ottengono risultati peggiori di quelli del listino russo.
· E per chi non volesse investire su questi Etf, magari perché avendo un derivato in pancia espongono a una potenziale perdita del 10% (per approfondimenti vedi Fondi Comuni n° 161 e 172)? Ci sono singoli titoli del listino moscovita che vale la pena acquistare?
· Abbiamo analizzato i primi dieci titoli del listino – titoli che sono quotati anche su segmenti della Borsa di Londra e Francoforte (su quest’ultima la liquidità dei titoli è inferiore, ma l’accesso è più semplice che su Londra) oltre che su Mosca, visto che quest’ultimo è irraggiungibile con il trading online. Quelli che sembrano più interessanti sono Gazprom e Lukoil, due titoli del settore energetico – vedi tabella I magnifici 10 della Borsa di Mosca.
· Tra i due secondo noi è da preferire Lukoil (45 euro sulla Borsa di Francoforte). Si tratta di una società con azionariato diffuso tra manager e investitori privati e, quindi, almeno in linea teorica, più trasparente della Gazprom, che è in mano al governo russo. Lukoil nasce dall’unione di alcune società petrolifere siberiane e oggi è la terza compagnia petrolifera privata al mondo per riserve di idrocarburi. Una percentuale tra il 15% e il 20% del totale delle esportazioni di petrolio e prodotti petroliferi russi è in mano alla Lukoil. Nonostante il calo degli utili registrato nel 2009 a causa della crisi, il gruppo dal 2006 ha costantemente aumentato il dividendo (rendimento lordo intorno al 3,5%). · Nonostante le stime di un calo dell’utile per azione dai 14,8 dollari del 2011 ai 13,3 dollari del 2012, ai prezzi attuali il titolo presenta un rapporto prezzo/utile di 4,4 e un prezzo/valore contabile di 0,7. Ci sembra, quindi, eccessivamente penalizzato. Chi ha pelo sullo stomaco può azzardare una scommessa, conscio però dei rischi legati a possibili variazioni normative nella legislazione russa (aumento delle tasse) e del fatto che il titolo non entrerà in selezione e non sarà da noi costantemente seguito.
| I MAGNIFICI 10 DELLA BORSA DI MOSCA |
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| Nome | Settore | P. rub | P. D | PVC | PU | PCF | LT |
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| Gazprom | Energia | 187,25 | 9,47 | 0,6 | 3,5 | 3,3 | 9.2% |
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| Lukoil | Energia | 1.795 | 45 | 0,7 | 4,4 | 3,3 | 10.3% |
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| Sberbank | Finanza | 92,62 | 9,48 | 6,8 | 10,2 | 7,6 | 4.9% |
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| Rosneft | Energia | 231,14 | 5,75 | 1,1 | 6,0 | 4,6 | 6.2% |
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| Novatek | Energia | 399,41 | 105 | 6,0 | 20,8 | 20,3 | 7.0% |
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| Uralkali | Chimico | 221,43 | 27,8 | 2,2 | 13,3 | 13,5 | 8.7% |
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| Norilsk Nickel | Miniere | 5.781 | 14,66 | 1,9 | 7,0 | 6,2 | 11.8% |
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| Tatneft | Energia | 178,64 | 26,95 | 0,7 | 6,3 | 6,3 | 7.5% |
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| Surgutneftegaz | Energia | 28,84 | 7,16 | 1,7 | 7,8 | 8,0 | 5.0% |
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| Rostelecom | Telecom | 152,97 | 22,5 | 1,7 | 10,4 | 4,5 | 6.7% |
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Nostre elaborazioni su stime di consensus Reuters. I titoli sono in ordine decrescente di peso nell’indice Msci Russia capped index. Prezzi al 02/02/12 P. rub: prezzo in rubli sulla Borsa di Mosca. P. D : prezzo sulla Borsa di Francoforte (per Rosneft usato il prezzo su Xetra), espresso per tutti in euro. PVC: prezzo/valore contabile atteso a fine 2012, PU: prezzo/utili atteso per il 2012, PCF: prezzo/cash flow (maggiori informazioni sul nostro Supplemento Tecnico) atteso a fine 2012. Tutti e tre sono indicatori di convenienza: come il prezzo al metro quadro delle case più sono alti più il titolo è caro. LT: tasso di crescita atteso a lungo termine. Le nostre valutazioni tengono conto anche di altri elementi: per più informazioni visitate www.soldi.it/metodologia.
Investire a basso costo sulla Borsa tedesca
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