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Settembre 2002: lieve pessimismo


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07 ott 2002


UN PO' DI PESSIMISMO, MA NON TROPPO

Terza rilevazione dell'Indice Soldi Sette della fiducia dei risparmiatori, l'indice che fotografa la vostra percezione del futuro dell'economia. Il risultato della nostra indagine mostra per settembre un pessimismo crescente nei confronti del futuro del bilancio familiare, ma anche una leggera ripresa di fiducia nei confronti degli investimenti.

· A settembre la fiducia dei risparmiatori nei confronti della situazione finanziaria della famiglia è calata nuovamente. Se il valore dell'indice Soldi Sette della fiducia dei risparmiatori a giugno era pari a 103 (120,2 a marzo 2002), questo settembre è sceso a quota 96,8 – vi ricordiamo che l'indice va da un minimo di 0, pessimismo assoluto, a un massimo di 200, grande ottimismo, e che 100 indica la stabilità.

· Ciò significa che i risparmiatori hanno una visione moderatamente pessimista nei confronti del futuro. Non è quindi ancora il caso di parlare di pieno pessimismo, anche se il dato attuale è in netto peggioramento rispetto al passato.

· Tuttavia un dato positivo c'è: migliora la fiducia degli intervistati nei confronti degli investimenti in titoli. Se l'indice generale degli investimenti in titoli supera i minimi di settembre – passa da 109 a 112,5 – non è solo grazie agli investimenti in obbligazioni – la cui fiducia cresce da 111,7 a 113,5 – ma anche grazie agli investimenti in azioni – il cui indice è balzato a 106 da 101,8. Infatti nel campione che abbiamo intervistato sono calati lievemente i pessimisti, e se gli ottimisti sono pressoché stabili, quelli che hanno una posizione di attesa sono saliti di ben il 5%.

· Stabile la fiducia nei confronti degli investimenti in immobili: l’indice passa da 110,5 a 109,3.

Che cosa aspettarsi da questo dato

· Questo dato a tinte così contrastanti indica che i risparmiatori si sentono in mezzo a un guado. Da un lato la preoccupazione per il futuro cresce, ma dall’altro si potrebbe pensare che ci si rende conto che, dopo due anni di incessante discesa, i mercati offrono minori margini di correzione. La volatilità del presente e le scottature del passato spingono alla prudenza, ma si fa strada la consapevolezza che le azioni sono sempre più a buon mercato.

· Se la ripresa della fiducia nei confronti dei mercati azionari dovesse essere confermata anche alla prossima indagine – che avverrà a dicembre, presumibilmente in piena guerra – potrebbe essere un buon segno per la ripresa dei mercati.