Tutte le novità sul bollo
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27 gen 2012
Dall’inizio dell’anno sono state introdotte importanti novità sia per il bollo sul deposito titoli sia per quello sui conti correnti. Vediamo quali sono.
Bollo sul deposito titoli in percentuale
Cancellato il meccanismo a scaglioni che avevamo commentato su Soldi Sette n° 953: dal 2012 l’imposta di bollo sul deposito titoli diventa percentuale. In particolare per il 2012 sarà pari allo 0,1%, con un minimo di 34,2 euro annui e un massimo di 1.200 euro annui, mentre dal 2013 in avanti salirà allo 0,15%, con un minimo di 34,2 euro.
Come e quando viene calcolato il bollo
· Il calcolo viene fatto sulla base del valore di mercato dei titoli (e non più sulla base del valore nominale) al momento dell’invio del rendiconto. Ecco un esempio.
· Avete in deposito 10.000 euro di nominale del BTp 2,5% 01/09/40? Se al momento dell’invio del rendiconto i prezzi del BTp fossero pari a quelli di oggi, il calcolo del bollo sarebbe fatto su un valore di 8.064 (prezzo di mercato del BTp pari a 80,64 moltiplicato per il valore nominale). Applicando semplicemente lo 0,1%, il bollo dovrebbe essere di circa 8 euro, ma si pagheranno 34,2 euro visto che questo è l’importo minimo previsto dalla norma.
· In tabella potete vedere come il minimo faccia sì che per importi piccoli l’impatto reale della tassa sia superiore a quello nominale (lo 0,68% per 5.000 euro di investimenti).
· Nel caso in cui l’invio del rendiconto avvenga due volte l’anno (solitamente, infatti, è semestrale), le percentuali, e i relativi minimi e massimi, vengono dimezzate. Nel caso in cui per alcuni titoli non fosse disponibile un valore di mercato si terrà conto del valore nominale o di rimborso.
Il bollo si paga anche sui fondi comuni
· Il bollo verrà calcolato anche per i prodotti per cui non è obbligatorio l’inserimento nel dossier titoli, quindi anche fondi comuni e polizze vita (a fini d’investimento). Se per questi prodotti non viene inviato il rendiconto, il bollo verrà comunque applicato una volta l’anno.
· Dall’applicazione del bollo sono esclusi i fondi pensione e i fondi sanitari. Inoltre, secondo la norma, sono esclusi i buoni fruttiferi postali “…di valore di rimborso complessivamente non superiore a euro 5.000”.
· Per i conti deposito il bollo resta pari a 34,2 euro annui (ma molte banche già ora si accollano questo onere).
Alcuni dubbi ancora da sciogliere
· Fin qui tutte le norme. Permangono, però, alcuni dubbi sulle modalità di applicazione della manovra la cui risoluzione è rimandata ai decreti attuativi del Ministero delle finanze e ai chiarimenti dell’Agenzia delle entrate ancora non disponibili. Per esempio, bisognerà verificare se è confermato che non si effettua il cumulo dei valori tra un deposito intestato ad A ed uno intestato ad A+B. Parrebbe di sì, visto che la norma parla di calcolo del bollo per esemplare di rendiconto. In attesa dei chiarimenti consigliamo, comunque, visti i minimi, di cominciare a valutare la chiusura di uno dei due conti e di concentrare gli investimenti su uno solo.
· Stessa riflessione vale per chi ha fondi comuni nel “certificato cumulativo”. Sempre sulla base della norma, chi ha 20.000 euro di titoli in deposito e 20.000 euro di fondi comuni nel “certificato cumulativo” rischia di pagare 68,4 euro di bollo (34,2 euro sul primo e 34,2 euro sul secondo), più dei 40 euro che pagherebbe se anche i fondi fossero inseriti nel conto titoli.
· Ultimo dubbio sui buoni postali fruttiferi: come faranno il calcolo dell’esenzione? Secondo noi, soprattutto, su quelli cartacei ci si baserà sul valore totale dei buoni che andrete a incassare nella stessa data: se sono 5.000 euro o meno, niente bollo. Sono, però, solo ipotesi: in attesa di chiarimenti ufficiali al momento pare che le poste non stiano neppure ancora applicando l’imposta di bollo.
Conti correnti: niente bollo fino a 5.000 euro
L’imposta di bollo per persone fisiche (non aziende, quindi) resta pari a 34,2 euro all’anno, o 8,55 euro a trimestre in caso di estratto conto trimestrale, ma “…non verrà applicata quando il valore medio di giacenza annuo risultante dagli estratti è complessivamente non superiore a euro 5.000…”. Questa novità si applica anche a conti correnti e libretti di deposito postali.
Come si applica l’esenzione?
· In caso di estratto conto annuale inviato solo il 31 dicembre l’interpretazione è semplice: la banca a fine anno farà la media dei saldi sul conto e se risulterà pari o inferiore a 5.000 euro non vi caricherà il costo del bollo.
· Non è chiarito, invece, il metodo di calcolo nel caso in cui l’invio dell’estratto conto avvenga con cadenza trimestrale. I chiarimenti definitivi, anche in questo caso, arriveranno con i decreti attuativi. Secondo noi, comunque, una soluzione plausibile, sulla base del testo della norma, potrebbe essere questa: la banca verifica ogni trimestre la giacenza media sul conto e applica di conseguenza il bollo, salvo poi fare un conguaglio alla fine dell’anno sulla base della giacenza media annua. Chiariamo con un esempio.
· Supponete di lasciare 5.000 euro sul conto da gennaio a novembre. Poi a dicembre ricevete 50.000 euro come eredità. Crediamo che per i primi tre trimestri la banca non vi addebiterà il bollo (media trimestrale pari a 5.000 euro). Con l’ultimo estratto conto l’addebito non sarà di 8,55 euro (media del quarto trimestre pari a 20.000 euro), ma di 34,2 euro (con l’eredità la media di tutto l’anno sale a 8.750).
Consigli per risparmiare
Per non pagare la tassa, occhio, quindi, a gestire bene le giacenze sul conto: lasciate solo lo stretto indispensabile per il pagamento di rate e bollette e, quando arriva lo stipendio, prelevate l’eccedenza o, meglio ancora, trasferitela con un bonifico su uno dei conti di deposito che vi consigliamo a pagina 11 (soluzione che ha un doppio vantaggio: non pagata la tassa e vi intascate dei buoni interessi, visto che la tassazione dal 1° gennaio è scesa dal 27% al 20%). Per ottenere il massimo dalla strategia, scegliete un conto corrente che non vi fa pagare commissioni sull’invio dei bonifici: per conoscere qual è quello migliore chiamateci allo 02/6961580 dal martedì al giovedì dalle 9 alle 12.
| IL VALORE DEL NUOVO BOLLO SUI TITOLI | ||
|---|---|---|
| Ammontare investito | Bollo annuo nel 2012 e imposta reale | Bollo annuo dal 2013 e imposta reale |
| 5.000 euro | 34,2 euro (0,68%) | 34,2 euro (0,68%) |
| 10.000 euro | 34,2 euro (0,34%) | 34,2 euro (0,34%) |
| 20.000 euro | 34,2 euro (0,17%) | 34,2 euro (0,17%) |
| 30.000 euro | 34,2 euro (0,11%) | 45 euro (0,15%) |
| 40.000 euro | 40 euro (0,10%) | 60 euro (0,15%) |
| 50.000 euro | 50 euro (0,10%) | 75 euro (0,15%) |
| 100.000 euro | 100 euro (0,10%) | 150 euro (0,15%) |
| 1.200.000 euro | 1.200 euro (0,10%) | 1.800 euro (0,15%) |
| 1.300.000 euro | 1.200 euro (0,09%) | 1.950 euro (0,15%) |
| 1.500.000 euro | 1.200 euro (0,08%) | 2.250 euro (0,15%) |


