Valori nominali e commissioni reali
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Chiarimenti finanziari:
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Vorrei porvi un quesito riguardo le norme che regolano le commissioni
applicate dalle banche sulla compravendita di obbligazioni zero-coupon. La mia
banca applica le commissioni sul valore nominale e non sul valore di mercato.
Tale sistema, per me che opero in titoli con una lunga vita residua (10, 20, 40
anni), ha comportato commissioni a volte pari al 7%. È corretta la prassi
seguita dalla banca?
·
Contrariamente a quanto pensano in molti, non esistono regole in materia. Le
obbligazioni zero-coupon – per esempio i BoT – sono quelle che non danno
interessi periodici tramite le cedole, ma rimborsano alla scadenza un capitale
(pari a 100) maggiore di quello pagato all'atto della sottoscrizione (ad esempio
20, nel caso di un'obbligazione ultratrentennale). Hanno quindi un valore
nominale di 100, ma un prezzo sul mercato spesso molto inferiore. Se questo
prezzo è 40 euro, le commissioni dello 0,5% sono (40 x 0,5) pari 0,2 euro; ma se
vengono calcolate sul valore nominale di 100 diventano 0,5 euro. Cioè L'1,25% di
40 euro. Cioè due volte e mezzo in più del normale. In un'era di evoluzione
globalizzazione dei mercati finanziari – e delle loro regole – molto strano, ma
vero, che gli intermediari italiani siano liberi di calcolare le commissioni su
basi stabilite a loro piacimento.
·
L'unico obbligo a cui l'intermediario deve adempiere è quello di rendere
disponibili nelle proprie sedi i "Fogli informativi analitici". Dei fogli,
appunto, in cui sono contenute e descritte in modo chiaro le condizioni
applicate ai diversi tipi di operazione. Di conseguenza in questi documenti
spesso convivono fianco a fianco i costi delle operazioni in titoli, gli oneri
per lo scoperto di conto corrente, le commissioni per il cambio di valuta e
quant'altro si possa fare operando con l'intermediario stesso. Questo non perché
vi siano tetti massimi alle commissioni o agli interessi – eccetto i tassi
stabiliti dalla legge anti-usura – ma solo in ossequio alle norme sulla
trasparenza bancaria. In pratica se una banca decidesse di far pagare ai clienti
5 euro per ogni prelievo effettuato tramite sportello bancomat, le
basterebbe scriverlo nei "Fogli informativi" e mettere a disposizione dei
clienti i "Fogli" in tutte le proprie sedi per essere completamente
inattaccabile.
· È quindi chiaro che
anche la compravendita di obbligazioni è un servizio i cui costi e, soprattutto
in questo caso, le cui modalità di attuazione sono lasciate alla discrezione
della banca. Certo, si potrebbe obiettare che far pagare lo 0,25% di commissioni
calcolandole su un valore teorico di 100 quando il valore di mercato è di 18
somiglia più a un furto che a una transazione finanziaria. Si potrebbe anche
morire dal ridere apprendendo che la banca motiva questo calcolo poiché presume
che il compratore tenga i titoli fino alla scadenza, cioè almeno per dieci anni,
quando non venti o cinquanta.
· Ma
tant'è, ognuno è padrone a casa sua. E a voi, visto che siete in casa loro, non
resta che contrattare l'importo dell'affitto – le commissioni – minacciando di
cambiare banca: funziona spesso. Se non funziona nemmeno questo, allora è
proprio arrivato il momento di traslocare.




