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Vendite al dettaglio in Italia: le delusioni continuano


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Chiarimenti finanziari:

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25 gen 2012


Anche a novembre le vendite al dettaglio italiane fanno peggio delle attese
 
Dato attuale: -0,3%
Attese: -0,2%
Periodo di riferimento: novembre 2011
Dato precedente: +0,2% (ottobre 2011)
 
A novembre le vendite al dettaglio in Italia deludono ancora le attese (-0,2%) con il loro -0,3%. Rispetto ad un anno fa le vendite segnano un -1,8% (a ottobre segnavano -1,5%).
 
Tra i vari settori, quello non alimentare ha ceduto lo 0,1% mensile (-2,6% annuo), mentre quello alimentare a novembre perde lo 0,8% (-0,1% annuo).
 
Per quanto riguarda la tipologia distributiva, invece, la grande distribuzione ha segnato un -1,7% annuo (+0,7% alimentari, -3,6% non alimentari), e un calo lo fanno segnare anche i negozi della piccola distribuzione, che realizzano un -2% (-1,5% alimentari, -2,1% non alimentari).
 
I negozi con un personale superiore ai 50 addetti han perso l’1,8%, quelli con un numero di addetti compreso tra 6 e 49 fanno seganre un -1,6%, mentre quelli con al massimo 5 addetti hanno perso il 2,2%.
 
VENDITE AL DETTAGLIO: SAPERNE DI PIÙ
Descrizione. Una volta al mese l’Istat (l’istituto statistico italiano) pubblica l’andamento delle vendite destinate ai consumatori finali.
Punti di forza. È un indicatore tempestivo che permette di farsi un’idea immediata dell’andamento dei consumi. I consumi, a loro volta, sono una parte importante del Pil (la ricchezza prodotta in un Paese).
Punti di debolezza. Si tratta di un dato preliminare, basato solo sui dati di alcuni Paesi; il dato è quindi soggetto a “revisioni” dopo la pubblicazione. In questo dato preliminare manca inoltre una dettagliata differenziazione per settori, che permetterebbe di farsi un’idea più precisa delle dinamiche delle vendite.
È in grado di influenzare i mercati?Sì. Le vendite al dettaglio costituiscono un importante tassello per valutare l’andamento dell’economia senza aspettare la pubblicazione trimestrale dei dati sul Pil.