Home » Approfondimenti » Analisi » Azioni

Via col vento: commento sull'andamento delle Borse dal 30/1 al 3/2


Vuoi saperne di più su un'analisi pubblicata da Soldi Sette?

Hai letto un’analisi pubblicata da Soldi Sette e vuoi dei chiarimenti in merito? Gli esperti di Soldi Sette sono a tua disposizione. Che sia per spiegarti un termine tecnico un po’ difficile, o per approfondire le ragioni di un consiglio, sapranno darti risposte precise.

Chiarimenti finanziari:

02/6961577

dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 12.00

06 feb 2012


Nonostante vari alti e bassi, nel complesso le Borse sono riuscite ad archiviare un’altra settimana positiva. L’indice americano Nasdaq è addirittura ritornato sui massimi degli ultimi 10 anni.
La settimana non si era aperta bene. L’Europa ancora una volta si era presentata divisa al vertice di Bruxelles: la Germania voleva “commissariare” la Grecia, ma trovava l’opposizione di altri Stati. Negli Usa, invece, era stato il calo della fiducia dei consumatori a deprimere i mercati. Poi, però, da metà settimana il vento è cambiato. Tra i dati migliori delle attese sull’andamento dell’attività manifatturiera in Cina, le notizie sul calo della disoccupazione negli Usa e il rafforzamento delle speranze sulla possibilità di trovare un accordo su un fallimento pilotato della Grecia, le Borse si sono riprese. New York ha chiuso la settimana con un progresso del 2,2% (è ormai su valori pre-crack Lehman). In Europa, le Borse hanno digerito il calo degli utili registrato da Deutsche Bank (+1,9%) e hanno registrato un rialzo medio del 2,9%. Particolarmente bene è andata Milano: i titoli bancari europei (+4,7%) hanno beneficiato del buon andamento delle aste di titoli di Stato in Spagna e Italia e così Piazza Affari, che ha tanti finanziari in pancia, ha fatto +3,1%. Il risultato più significativo, però, è quello del Nasdaq: non solo per il rialzo di per sé, +3,2%, ma per il fatto che il listino americano, su cui sono quotati tanti titoli tecnologici, è ormai volato sui livelli massimi degli ultimi dieci anni. A permettere questo risultato è stata la prospettiva dello sbarco su questa Borsa di Facebook, che ha dato euforia al comparto delle società correlate al social network. Tra gli altri settori da segnalare il +1,8% del settore della distribuzione – le grandi catene americane hanno annunciato per gennaio dati di vendita in chiaroscuro – e il modesto +0,8% del settore farmaceutico, appesantito dalle deboli prospettive di Pfizer (-1,3%).